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Pioggia di applausi per ‘Il Sole sulla Pelle’. Anche il Ministro Bonafede fra il pubblico in sala

(di Stefania Bernacchia) C’era anche il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ieri sera all’anteprima nazionale de ‘Il Sole sulla Pelle’, lungometraggio dedicato alla strage di Viareggio avvenuta il 29 giugno 2009.
Di rientro dal carcere di Sollicciano, in una delle sue visite a sorpresa nei luoghi della Giustizia, il ministro ha voluto rendere omaggio ai familiari delle vittime, nei confronti dei quali si è sempre dimostrato solidale perché in futuro non debbano subire la beffa della prescrizione. Tra i presenti in sala, al cinema Eden di Viareggio, politici locali e regionali, come il consigliere Pd Stefano Baccelli, Daniela Rombi, Marco Piagentini e tutti i familiari delle vittime della strage, membri della Onlus ‘Il mondo che vorrei’. Viareggio è stata la prima tappa del viaggio del film, che vedrà i familiari impegnati in concomitanza anche nel Processo d’Appello che ha avuto inizio il 13 novembre 2018 a Firenze. Lo spirito è quello che emerge dallo slogan dei familiari: Non gli hanno permesso di conoscere il mondo, tocca a noi farli conoscere al mondo.

Il progetto di cinema sulla strage di Viareggio è iniziato nel 2014 da un’idea dell’ autore/regista Massimo Bondielli e dell’autore/produttore Gino Martella, fondatori della Caravanserraglio Film Factory, che hanno realizzato il cortometraggio ‘Ovunque Proteggi’ (durata 12’) ottenendo diversi riconoscimenti (26 selezioni a festival nazionali ed internazionali e 9 premi) tra i quali la Menzione Speciale ai Nastri d’Argento 2017. Il progetto si è sviluppato poi con la realizzazione di un lungometraggio, ‘Il Sole sulla Pelle’ appunto (durata 62’), che è stato ideato e sviluppato nell’arco di cinque anni grazie anche alla collaborazione dell’associazione “Il mondo che Vorrei Onlus”.

E’ un documentario schietto e diretto, che mostra la capacità di chi è riuscito a trasformare il dolore e la rabbia in determinazione e coraggio per una battaglia di civiltà. Commovente, toccante e in certi momenti talmente reale da non sembrare nemmeno ‘recitato’, il film mostra che nonostante il dolore per la perdita delle persone care, si può e si deve trovare la forza per sopravvivere, per cercare quella giustizia che possa rendere meno vana la scomparsa di chi oggi non c’è più. Sceneggiata con la delicatezza e l’umanità che contraddistinguono i due autori (lo si era già potuto notare nel corto ‘Ovunque Proteggi’), la pellicola testimonia una realtà che fa male agli occhi e al cuore e che, proprio per questo, ci fa uscire dalla sala sì con un nodo alla gola, ma sicuramente con un messaggio di positività nel cuore e la voglia di iniziare il nuovo giorno con la parola ‘amore’.

Al termine della proiezione un lungo, lunghissimo applauso ha accolto gli autori del progetto e i familiari delle vittime, che hanno espresso parole di ringraziamento per il numeroso pubblico presente in sala. Il tempo, per raccontare storie, è necessario. In una storia come quella della strage ferroviaria di Viareggio è fondamentale prendere respiro. Sperimentare di volta in volta una possibile distanza. Un nuovo punto di vista. Avvicinarsi e tornare a sé. Credo sia indispensabile a livello umano e nella prospettiva di un film. Esplorare con umana curiosità il rapporto che ognuno di noi ha con il dolore, le grandi paure e i grandi sogni, afferma il produttore Martella.

Un film documentario è storia di vita. Un percorso reale narrato dove tutto è vissuto senza filtri, dove il dolore è raccontato e la sua trasformazione è mostrata. Dove la strage ferroviaria di quel maledetto 29 giugno 2009 segna la fine di 32 persone, ma genera un nuovo modo di vedere e percepire la vita. Un dolore immenso per chi è rimasto, per chi si è visto portare via in un modo così violento e inaccettabile i propri cari. Un dolore che devasta ma che alimenta una lotta di verità e giustizia e un bisogno di trasmettere, di educare, di vivere la vita appieno anche per chi non può più farlo, conclude il regista Bondielli.I lavori della pellicola sono stati terminati anche grazie al sostegno della Toscana Film Commission, de L’Aura Scuola di Cinema di Ostana e delle tante associazioni italiane e dei cittadini che hanno contribuito alla realizzazione del film-documentario con una campagna di crowdfunding su Produzioni dal Basso. Il progetto cinematografico ha visto il sostegno anche di numerosi artisti, tra i quali Vinicio Capossela, Luca Bassanese, Stefano Florio, Chiara Rapaccini (RAP), Giorgio Diritti e Fredo Valla.