Il piano per la costruzione del nuovo polo siderurgico d’avanguardia a Piombino cambia improvvisamente assetto finanziario. Il colosso siderurgico ucraino Metinvest è ufficialmente alla ricerca di un nuovo investitore internazionale disposto a entrare nel capitale del mega-progetto toscano, un’operazione industriale dal valore complessivo stimato in circa 3 miliardi di euro.
A rivelare la svolta è stata un’indiscrezione dell’agenzia Bloomberg, ripresa dal Financial Post. La holding ucraina punta a ridurre la propria quota di capitale proprio (equity) per mitigare i rischi aziendali legati al perdurante conflitto bellico in Ucraina, dove il gruppo conserva il cuore dei propri stabilimenti produttivi.
Inizialmente, Metinvest si era impegnata a coprire il 75% del capitale di rischio complessivo, corrispondente a una cifra superiore ai 500 milioni di euro, lasciando a Danieli il restante 25%. Ora, secondo i quotidiani finanziari, il colosso ucraino intende tagliare la sua quota a meno di 300 milioni di euro, cercando sul mercato un terzo partner strategico che inietti i restanti 200 milioni di euro mancanti all’appello.
In una nota ufficiale inviata a Bloomberg, l’azienda ha minimizzato i timori di un disimpegno, spiegando che la ricerca di un nuovo socio punta a “rafforzare il finanziamento complessivo”.
L’amministratore delegato di Metinvest Adria, Luca Villa, ha confermato la valutazione in corso sul terzo investitore, definendola una normale mossa per migliorare la “bancabilità del progetto” senza impatti sulle coperture. Le rassicurazioni aziendali non sono bastate però ai sindacati, con la Fiom Cgil ha immediatamente chiesto la convocazione di un tavolo urgente.
“Dopo anni di profonda crisi industriale a Piombino, non è più sufficiente una cornice di semplici rassicurazioni: servono risposte verificabili – ha dichiarato la Fiom Cgil -. Chiediamo piena chiarezza immediata sull’assetto societario, sul cronoprogramma aggiornato e sulle eventuali ricadute che l’ingresso di un nuovo investitore potrebbe avere sull’equilibrio occupazionale e strategico complessivo dell’operazione”.
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