Piombino, polo siderurgico in tumulto: sciopero di 24 ore e presidio a Firenze

Dopo anni di promesse disattese e annunci spot, la pazienza dei lavoratori del polo siderurgico di Piombino è ufficialmente esaurita.
Per la giornata di mercoledì 24 giugno è stato proclamato uno sciopero generale di 24 ore che fermerà l’intero stabilimento JSW, Piombino Logistics e Gsi. La protesta si sposterà sotto i palazzi della politica: centinaia di tute blu saliranno a Firenze per un presidio a oltranza davanti alla sede del Palazzo Regionale.

La mobilitazione vede il fronte sindacale compatto: alla proclamazione iniziale da parte delle segreterie di Fim, Fiom e Uilm si è aggiunta l’adesione formale del sindacato Usb, a dimostrazione del clima di massima allerta che si respira in fabbrica. Le preoccupazioni, già sollevate nell’iniziativa del 29 maggio, sono esplose a causa dei ritardi del progetto Metinvest e, soprattutto, delle indiscrezioni sul nuovo Accordo di Programma (AdP) targato Jsw in discussione al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MiMit).

Il punto di non ritorno della vertenza è la tutela dei posti di lavoro. Le sigle sindacali denunciano come le bozze del nuovo accordo ufficiosamente trapelate dal MiMit contengano una falla drammatica: manca la clausola di salvaguardia occupazionale per tutti i dipendenti.

I sindacati hanno lanciato un monito perentorio al sindaco di Piombino, al presidente della Regione Toscana e al presidente dell’Autorità Portuale: non firmare alcun testo che non replichi l’Articolo 14 del vecchio accordo del 24 luglio 2018, che obbligava la parte privata a mantenere inalterati i livelli occupazionali.

“Davvero qualche soggetto pubblico è disponibile a siglare un nuovo testo senza garanzie, permettendo licenziamenti solo per entrare in possesso di qualche pezzo di terreno? Il futuro di migliaia di famiglie vale così poco?” attaccano i sindacati.

Davanti alle recenti ammissioni dell’A.d. Tiwari, secondo cui, anche dopo la firma, serviranno due anni e mezzo per il revamping degli impianti, Fim, Fiom, Uilm e Usb chiedono che il Governo congeli la firma dell’accordo. L’obiettivo è verificare la presenza di altri gruppi, possibilmente italiani, e valutare una partecipazione pubblica per salvare la produzione nazionale di rotaie prima che JSW possa fare ulteriore speculazione.

V


Scopri di più da TGRegione.it

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

ultimi articoli

Scopri di più da TGRegione.it

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere