Nella giornata di ieri il tour dell’assessora regionale Manetti ha fatto tappa nel Pisano, qui l’assessora alla Cultura toscana ha potuto godere delle meraviglie locali, dalla transizione digitale di Metis ai capolavori di Donatello, fino al mito Vespa che ha reso Pontedera famosa nel mondo. La sfida? Una cultura diffusa tra musei e borghi.
In queste settimane infatti Manetti è stata impegnata in un tour tra città e borghi della Toscana per incontrare istituzioni, operatori culturali e comunità locali. Lo scopo? Far vivere i borghi (come Calci) e non solo i grandi centri, sostenendo anche le piccole librerie indipendenti.
La prima tappa nel Pisano fatta da Manetti è stata al Metis ovvero il consorzio in house della Regione Toscana per la transizione digitale, grazie al quale il patrimonio artistico della provincia viene digitalizzato e protetto con l’Ai, rendendo Pisa un polo d’avanguardia tecnologica.
Nel pomeriggio l’assessora si è quindi spostata a Pontedera animata in questi giorni dalle celebrazioni per gli 80 anni della Vespa. Pontedera si è confermata ancora una volta il fulcro del design toscano, il compleanno della Vespa non è solo nostalgia, ma un volano economico che attira turisti e investimenti grazie a una storia industriale unica.
“Questi ottant’anni sono centrali per Pontedera – ha affermato infatti Manetti – perché rappresentano una questione identitaria e culturale, non solo imprenditoriale. La Vespa è uno degli insediamenti industriali più importanti a livello italiano e internazionale, ma è anche ciò che ha reso Pontedera famosa nel mondo”.
L’assessora ha poi evidenziato il valore simbolico del mezzo: “La Vespa è un viaggio nella cultura italiana. Attraverso il cinema, la comunicazione e la pubblicità ha contribuito a costruire l’immagine dell’Italia nel mondo. È stata una rivoluzione nel modo di vivere e nelle relazioni, soprattutto tra i giovani, segnando un linguaggio nuovo e un cambiamento sociale profondo”.




