Affondo di Diritti in Comune sulla Port Authority pisana, ovvero la società in house del Comune di Pisa. Stando a quanto riportato dal partito d’opposizione la Port Authority: “Non ha i requisiti ANAC per gestire i fondi del Canale dei Navicelli. È un azzardo politico sulla pelle della città”.
Non si tratta di un’accusa da poco, se così fosse infatti ci sarebbe il rischio concreto di sprechi o ritardi infiniti su opere strategiche come la messa in sicurezza del Canale dei Navicelli. Gestire milioni di euro senza le giuste competenze può trasformare un’opportunità di sviluppo in un danno per le casse collettive.
Inoltre la Port Authority, priva di qualificazioni adeguate, potrebbe gestire solo piccoli appalti, limitando così la partecipazione a grandi gare d’appalto regolari per la messa in sicurezza del Canale dei Navicelli.
Tutto questo si tradurrebbe in un susseguirsi di ritardi che minerebbero la manutenzione dell’idrovia Pisa-Livorno e della foce dell’Arno. Se la società incaricata è una “scatola vuota”, i lavori di dragaggio e consolidamento delle sponde restano solo sulla carta.
Comprensibile quindi la preoccupazione di Diritti in Comune che dichiara: “Affidare 30 milioni a una società con pochissimi dipendenti, di cui due operai, e senza certificazioni ANAC non è un errore: è irresponsabilità politica”.
Al centro della polemica ci sono i 30 milioni di euro (10 all’anno dal 2024 al 2026) ottenuti tramite un emendamento del deputato Ziello. Il problema, secondo l’opposizione, è che la legge impone al Comune di usare esclusivamente la Port Authority per i lavori. Una scelta definita “rigida e senza alternative”, che toglierebbe autonomia al Comune e affiderebbe i soldi a una struttura, la Port Authority, che in questo momento non ha dipendenti sufficienti; non possiede i requisiti tecnici dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) per appalti di tale portata e che ha già accumulato un discreto ritardo dal momento che la prima tranche di lavori del 2024 è partita solo a gennaio 2026.
Il caso approderà domani, martedì 28 aprile, in Seconda Commissione di controllo e garanzia.
Pisa, il partito d’opposizione Diritti in Comune attacca la Port Authority: “Un gigante dai piedi d’argilla per gestire 30 milioni di euro”




