Dura presa di posizione di Legambiente Valdera dopo il ritrovamento di cromo esavalente nei pozzi di Ceppaiano a Crespina-Lorenzana.
L’associazione ha attaccato la Regione e i Comuni della zona. “Sapevano tutto dal 2021, ma hanno dato priorità alle carte bollate invece che alla salute dei cittadini”.
In alcuni pozzi della zona di Ceppaiano è stato rilevato cromo esavalente (CR+6), una sostanza accertata come cancerogena. Secondo gli ambientalisti, il veleno proverrebbe dal KEU (scarto della lavorazione conciaria) sversato illecitamente nel terreno nella zona di Santa Croce sull’Arno, ovvero il cuore del distretto conciario pisano, una vicenda sulla quale si indaga da tempo per individuare i responsabili.
Il rischio ora però sta nel fatto che la sostanza non è più confinata nel suolo ma è penetrata nella falda acquifera, minacciando direttamente l’ambiente e la salute delle persone che utilizzano l’acqua dei pozzi.
L’associazione non accetta le dichiarazioni di sorpresa delle istituzioni locali e regionali. Secondo Legambiente, i dati erano noti già dalle indagini del 2021.
“Non si può sentire ora che non si sa da dove viene il cromo. Arpat dichiarava tre anni fa che i materiali avevano similitudini con gli altri siti KEU – ha infatti sottolineato Legambiente Valdera -. Si è concretizzato esattamente ciò che lo studio del professor Petrini aveva previsto: il cromo trivalente, a contatto con ossigeno e umidità, si trasforma nel pericolosissimo cromo esavalente”.
Secondo la ricostruzione dell’associazione, negli ultimi cinque anni il “sistema” si è perso in tavoli tecnici, commissioni d’inchiesta e annunci stampa, senza però rimuovere i veleni dal terreno.
L’inquinamento da KEU segue un’evoluzione pericolosa descritta dagli esperti. La prima fase infatti è quella dello sversamento del materiale al di fuori dell’impianto con cromo trivalente (CR+3), meno tossico e non rilevabile come esavalente. Successivamente l’esposizione agli agenti atmosferici (pioggia e ossigeno) innesca una reazione chimica che porta appunto alla trasformazione del cromo in cromo esavalente, che a differenza del primo è altamente solubile e cancerogeno.




