Pisa: primo pacemaker su cane di piccola taglia all’Ospedale Veterinario

Intervento d’avanguardia all’Ospedale Veterinario “Mario Modenato” di Pisa. Nei giorni scorsi infatti è stato impiantato un dispositivo cardiaco su un cane di soli quattro chili. Un traguardo d’eccellenza per la cardiologia interventistica dell’Ateneo pisano.

Buddy, un barboncino di 5 anni e mezzo proveniente dalla provincia di Grosseto, era tormentato da continui e improvvisi svenimenti. E la diagnosi purtroppo non aveva lasciato dubbi, il barboncino infatti era affetto da una grave patologia cardiaca che richiedeva un intervento immediato. Con un peso di soli quattro chili, il piccolo paziente è stato trasportato d’urgenza all’Ospedale Didattico Veterinario “Mario Modenato” dell’Università di Pisa.
Qui, l’équipe medica ha deciso di tentare una procedura delicatissima e raramente eseguita su animali di taglia così piccola, ovvero l’impianto di un pacemaker.

L’operazione, eseguita in regime di urgenza, ha richiesto una precisione chirurgica estrema. I medici hanno posizionato il catetere dell’elettrodo all’interno del cuore destro, mentre la batteria è stata alloggiata in una tasca sottocutanea nel collo dell’animale.

“Si è trattato di un intervento particolarmente complesso sia per le condizioni cliniche del paziente sia per la sua piccolissima taglia – ha spiegato Tommaso Vezzosi, direttore dell’Ospedale e guida dell’intervento -. Per dimensioni e caratteristiche tecniche, questa procedura si avvicina molto alla cardiologia pediatrica. Inoltre, nel cane è necessario operare sempre in anestesia generale, a differenza di quanto avviene talvolta nell’uomo”.

L’impianto riuscito su Buddy non è solo una vittoria per la famiglia del barboncino, ma un traguardo per l’intera cardiologia interventistica veterinaria nazionale. L’Università di Pisa si conferma infatti l’unico centro universitario in Toscana (e uno dei pochissimi in Italia) in grado di eseguire procedure di tale complessità.
Dopo solo un giorno di ricovero, Buddy è stato dimesso. Con le dovute terapie e medicazioni, il piccolo barboncino potrà tornare gradualmente a correre e giocare, lasciandosi alle spalle l’incubo degli svenimenti.


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