Pisa, proteste all’Ateneo: l’Università non farà causa ai pro-Pal

Il Rettorato è intervenuto per fare chiarezza dopo le notizie in merito alle azioni legali contro i manifestanti propal, l’esposto contro ignoti riguarda esclusivamente l’effrazione e il furto avvenuti durante l’occupazione dello scorso ottobre. Il rettore Zucchi: “Sì al dialogo, ma scardinare porte non è tollerabile”.

L’Università di Pisa è intervenuta con una nota ufficiale per smentire e fare chiarezza su alcune ricostruzioni circolate recentemente sulla stampa e sui canali social. L’Ateneo ha precisato, in modo netto, di non aver intrapreso alcuna azione legale nei confronti di manifestazioni per la pace o a sostegno del popolo palestinese in quanto tali.

I vertici di Palazzo alla Giornata ricordano come l’Ateneo pisano abbia già espresso, in molteplici occasioni ufficiali, posizioni chiare e inequivocabili a favore della pace e a supporto della popolazione palestinese, sia attraverso dichiarazioni pubbliche che con azioni e iniziative concrete.

Le vie legali, ha precisato l’Università, si sono rese necessarie esclusivamente di fronte a ipotesi di reati comuni. Le denunce presentate, rigorosamente contro ignoti, riguardano infatti specifici episodi di furto ed effrazione che hanno danneggiato i locali e il patrimonio materiale dell’Ateneo.

Al fine di garantire la massima trasparenza informativa nei confronti della comunità accademica e della cittadinanza, l’Università ha diffuso un estratto del verbale della seduta del Senato Accademico dello scorso 13 ottobre 2025. In quel contesto, il rettore Riccardo Zucchi aveva dettagliato la cronologia e la natura degli eventi che hanno poi portato alla segnalazione all’autorità giudiziaria.

Il rettore ha ribadito che da parte dell’Ateneo rimarrà sempre la massima apertura alla discussione e al confronto democratico, ponendo però come limite invalicabile il rifiuto di qualsiasi forma di violenza o danneggiamento.


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