Negli ultimi giorni a Pisa è scoppiata una durissima polemica politica attorno ai fondi del progetto “Scuole Sicure”, il piano comunale finalizzato al contrasto delle dipendenze giovanili. Al centro della bufera c’è l’evento tenutosi alla stazione Leopolda che ha visto come protagonista il noto psichiatra e sociologo Paolo Crepet.
Il gruppo consiliare di opposizione “La città delle persone” ha sollevato forti critiche per i costi dell’iniziativa pari a 16.000 euro. La miccia ha innescato un durissimo botta e risposta incrociato che ha visto schierarsi, oltre allo stesso Crepet, la consigliera comunale Emilia Lacroce e l’assessora regionale Alessandra Nardini.
Il celebre psichiatra ha infatti respinto duramente le critiche sollevate dalla consigliera Lacroce, rivendicando attraverso le pagine de La Nazione il proprio percorso professionale. “Ho fatto quattromila conferenze in circa 30 anni di attività sul tema delle dipendenze giovanili. Apprendo ora che sarebbero state quattromila perdite di tempo”. Crepet chiarisce poi la natura del compenso: “A leggere le parole della consigliera sembrerebbe che io abbia guadagnato quella cifra per un singolo evento. Non corrisponde a verità. C’è un’agenzia che lavora per me e una seconda che organizza: lavoratori e tecnici che devono essere pagati”.
Lacroce però non arretra e dichiarando attraverso i propri canali social: “La sua replica è completamente decentrata nel merito. Io ho criticato la scelta del Comune di Pisa di spendere in un singolo evento più della metà del budget di un programma contro le dipendenze. Questo varrebbe per qualsiasi ospite. Non comprendo perché si sia abbassato a difensore d’ufficio dell’Amministrazione Conti, che era l’unica destinataria delle nostre osservazioni”.
Nel dibattito è poi intervenuta duramente anche l’assessora regionale Alessandra Nardini. “La risposta di Crepet è priva di rispetto istituzionale per una consigliera eletta e intrisa di intollerabile arroganza verso le generazioni più giovani. Mi chiedo se avrebbe usato le stesse parole verso un rappresentante uomo. Quella di Lacroce – ha concluso Nardini – è una critica sacrosanta all’Amministrazione Conti”.
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