Pisa, scritte sulla Prefettura dopo il corteo Fakir

Decine di scritte contro la Polizia di Stato e le istituzioni sono comparse nella serata di martedì 22 luglio sulle facciate di diversi palazzi e monumenti nel centro di Pisa. Gli atti vandalici sono stati compiuti al termine della manifestazione promossa da varie sigle dell’area antagonista e della sinistra radicale per chiedere “giustizia e verità” sulla morte di Abderrahim Fakir, il giovane deceduto di recente a Bologna durante le fasi di un arresto eseguito dalle forze dell’ordine.

Tra i muri imbrattati spicca quello esterno della Prefettura di Pisa, dove è comparsa a lettere cubitali la scritta “Assassini”. In altre zone e vie della città universitaria sono stati tracciati slogan dal contenuto analogo, come: “La polizia uccide”, “Lo Stato uccide”, “Razzismo di Stato”, “Non pulite questo sangue” e “Vendetta per Abderrahim”.

Sebbene le scritte abbiano toni tutt’altro che pacati la manifestazione, durata circa due ore, si è invece svolta senza scontri, con il corteo che ha attraversato le vie del centro storico cittadino sotto costante monitoraggio degli agenti delle forze dell’ordine. In testa al corteo è stato srotolato uno striscione bilingue, scritto sia in italiano che in arabo, con la scritta: “Contro razzismo e violenza di Stato, giustizia per Fakir”.

Sebbene appunto il corteo si sia svolto in modo pacifico la Digos e la Polizia Scientifica hanno preventivamente filmato e documentato lo svolgimento del corteo così da poter eventualmente identificare i responsabili di azioni violente o, come in questo caso, gli autori delle scritte e del danneggiamento ai beni pubblici e istituzionali.

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