Pisa, Vigili del Fuoco sotto organico: l’allarme Cgil

Il dispositivo di soccorso provinciale dei Vigili del Fuoco di Pisa è ormai al collasso. A lanciare un durissimo atto di accusa è la Fp Cgil, che denuncia una carenza strutturale di personale diventata insostenibile. I numeri parlano chiaro: oggi il Comando non è più in grado di garantire gli standard minimi di sicurezza, con il rischio concreto di non poter assicurare una “seconda partenza” in caso di interventi complessi o contemporanei, lasciando ampie porzioni di territorio scoperte.

La parabola discendente del personale in forza al Comando pisano ha toccato minimi storici, se nel 2020 infatti i vigili attivi per turno erano 46 ad oggi sono solo 37.

Il mancato reintegro del turn-over, più volte segnalato dal sindacato ai vertici tecnici e politici dell’Amministrazione, viene costantemente ignorato o liquidato come una presunta “mala gestione” a livello regionale toscano. Sta di fatto che oggi la provincia si trova a fare i conti con 9 operativi reali in meno a turno rispetto a sei anni fa.

Considerando che una squadra standard di soccorso è composta per legge da 5 unità, un deficit di almeno 10 persone a turno significa aver perso la possibilità di comporre ben due squadre.

“La riduzione dell’organico – ha spiegato in una nota la Fp Cgil – ha di fatto azzerato la possibilità di effettuare almeno una ulteriore squadra di pronta partenza, necessaria per fronteggiare più interventi in contemporanea o singoli incendi e soccorsi complessi. Questo lascia il territorio scoperto e i cittadini esposti a rischi inaccettabili”.

La crisi si riflette pesantemente anche sulla quotidianità della caserma, oggi infatti il personale in servizio è assorbito al 100% dal soccorso ordinario, impedendo lo svolgimento delle ore di formazione oppure della manutenzione delle attrezzature e dei mezzi.

Ad oggi, l’unico pilastro che tiene in piedi la macchina del soccorso a Pisa è il ricorso continuo e massiccio allo straordinario.

“Non è più possibile derogare agli standard di sicurezza previsti – ha concluso la Fp Cgil -. Ripristinare l’organico previsto per turno non è una proposta, ma un preciso obbligo di legge per garantire il diritto alla sicurezza di tutti: dei lavoratori e dei cittadini”.

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