Pnrr: le linee di intervento a sostegno delle imprese illustrate dall’assessore Marras

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Firenze – La commissione Europa, presieduta da Francesco Gazzetti (Pd) ha sentito l’assessore regionale all’economia, attività produttive, politiche del credito e turismo, Leonardo Marras, sul Pnrr e il nuovo settennato dei fondi strutturali. Si tratta del secondo appuntamento della commissione, dopo l’audizione di Monia Monni del 12 novembre, con gli assessori regionali, in collegamento diretto a supporto del loro lavoro sulle diverse linee operative per l’accesso alle risorse del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza, come stabilito in accordo con il presidente Eugenio Giani.

L’azione dell’assessorato alle attività produttive sul Pnrr si sviluppa in linea diretta sulle linee e le componenti che prevedono il coinvolgimento delle imprese, sia trasversalmente su tutte le sei missioni a sostegno degli altri assessorati. C’è poi la parte dei fondi strutturali, che l’assessore ha illustrato contestualmente alla commissione. “Il Pnrr è fondamentalmente un programma di investimenti, prevalentemente volano di iniziativa pubblica – ha spiegato l’assessore –. C’è una parte che riguarda anche i privati, meno rilevante e concentrata prevalentemente nella prima e nella seconda missione. La nostra capacità dovrà consistere ora nella determinazione di nuove regole, da una parte, e dall’altra un approccio organizzativo capace di assistere, orientare, mettere l’impresa toscana nelle condizioni di utilizzare risorse”, ha proseguito l’assessore. “Gran parte degli aiuti arriveranno attraverso il credito d’imposta. I cosiddetti strumenti di programmazione negoziata vengono gestiti direttamente da Invitalia” e chiameranno anche le aziende toscane ad attivarsi più che in passato, per via dell’aumentata disponibilità di risorse, ha spiegato Marras. “L’accordo di sviluppo finora è stato poco praticato in Toscana. Dovremo fare in modo di evitare, per la poca abitudine a utilizzare questo strumento e per il cumulo delle pratiche, che ci si trovi di fronte a difficoltà di accoglimento delle procedure e al conseguente rischio di non usare fino in fondo gli strumenti messi a disposizione delle imprese. Complessivamente, sono centinaia di milioni di euro”. Per la programmazione negoziata, la Regione avrà anche la necessità di prevedere stanziamenti propri.

Il Pnrr “non incide direttamente nella gestione regionale, prevede un rapporto diretto del ministero e delle proprie agenzie con le imprese, che sulla base di bandi nazionali useranno strumenti di credito d’imposta o proporranno propri progetti per ottenere sovvenzioni pubbliche”. La Regione, di conseguenza, “deve mettersi necessariamente nella condizione di conoscere, informare, organizzarsi affinché le imprese abbiano consapevolezza delle occasioni che vengono loro offerte e magari dotarsi di alcuni strumenti che servano ad accompagnarle, perché riescano a raggiungere questi risultati”.

Le misure che a vario titolo coinvolgono le attività produttive sono molteplici, “spesso di supporto o consulenza interna ad altri assessorati”, ha ricordato Marras, che ha passato in rassegna le varie missioni del Pnrr, viste nell’ottica dell’impresa quale potenziale beneficiaria, anche grazie all’inserimento di investimenti pubblici che direttamente si trasferiscono alle imprese”.

La parte che riguarda gli aiuti alle imprese nella nuova programmazione dei fondi strutturali, “che non si dovranno più definire soltanto ‘europei’, perché saranno fortemente implementati da risorse statali e regionali”, ha osservato Marras, registra una partenza con due anni di ritardo, a causa della pandemia “e dell’urgenza di definire accordi tra Ue e Stati membri sul programma Next generation”. Ancora non c’è il regolamento comunitario, “c’è un accordo di partenariato che le Regioni hanno osservato e validato”. Nel Fondo europeo per lo sviluppo regionale c’è per la Toscana oltre mezzo miliardo di risorse destinate all’economia, con destinatarie le imprese, per i prossimi cinque anni. “Questi fondi vedranno prevalentemente beneficiarie direttamente le imprese, che avranno risorse per investimenti produttivi per l’innovazione (ricerca e sviluppo per piccole e medie imprese). Vorrei proporre di spostarli a favore anche della fase produttiva”. Parte “non consistente ma importante, riguarda la capacità delle piccole imprese di aderire a un sostegno pubblico per operare negli investimenti. Parliamo di strumenti di accesso al credito. Visto che le garanzie pubbliche sono oggi gestite dal Fondo centrale di garanzia, la Toscana deve pensare a lavorare su altro: fondi rotativi, la capacità di offrire un finanziamento alternativo a quello bancario, oppure il lavoro sul patrimonio (dare strumenti di accrescimento, anche con finanziamento pubblico, per fusioni e acquisizioni). La programmazione negoziata regionale sarà oggetto di una prossima proposta di modifica della legge regionale sulla competitività e il sostegno alle imprese (legge 71 del 2017)”.

Il presidente della commissione Francesco Gazzetti ha ringraziato l’assessore “per la sua ricognizione, che sarà fonte di riflessione molto significativa”. E ha rivolto l’attenzione, in particolare, sul tema della transizione ecologica applicata ad alcuni settori produttivi, “da porre all’attenzione generale per prevenire strascichi occupazionali e sociali, in particolare sull’automotive”. Sulla filiera dell’auto elettrica e “della possibilità che la transizione ecologica abbia impatto forte, con possibili contraccolpi anche sul nostro territorio regionale (questione Vitesco, ma non solo)”. Ha quindi proposto una riflessione “sulla possibilità di avviare una fase di transizione forte che riguarda anche ricerca (ad esempio per le batterie) e riqualificazione di comparti che sono fondamentali per l’occupazione”. infine, ha chiesto informazioni riguardo alle “possibilità di inserimento di nuovi territori tra quelli in cui operano le regole dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c del Tfue”.

“La questione dell’automotive non è affatto banale – ha risposto Marras –. Con la conversione, il settore rischia di entrare in una profonda crisi nei prossimi anni. La Toscana ha aderito al tavolo Automotive aperto presso il Mise, dopo che su proposta del presidente Giani è stato aperto anche alle Regioni. Il tavolo in sostanza non ha prodotto ancora nulla, però qui c’è un tema importante per il nostro Paese, compresa la nostra regione che dà un forte contributo alla componentistica. Il nostro modello non può essere l’Emilia-Romagna, dove la Motor Valley si compone di alcune aziende che producono auto di livello molto elevato, mentre la componentistica delle auto verso le quali si rivolge la Toscana è di altra natura. La Vitesco produce iniettori di altissima qualità, non ha insuccessi di mercato. Dovremo essere capaci di gestire questi vantaggi prima di altri nella competizione globale. Le batterie hanno oggi il monopolio cinese, dovuto alla fornitura della materia prima, ma è evidente che si pone la necessità di un’alternativa al litio: la ricerca e tutto quello che è contenuto nel Pnrr che orienta in altre direzioni lo studio, la ricerca, lo sviluppo potrebbe davvero essere di grande interesse”.

Nell’ambito della discussione a livello nazionale della ridefinizione della carta europea degli aiuti a finalità regionale, “dove si prevede la ridefinizione dell’art.107,3,c, abbiamo inserito nella nostra proposta tutte le aree che potrebbero essere interessate: le aree produttive della città di Livorno, così come quella di Collesalvetti ed anche l’area di Fauglia (dove ha sede l’azienda Vitesco, ndr). C’è su questo un forte sostegno dell’Unione europea”.

Il vicepresidente Giovanni Galli (Lega) ha chiesto chiarimenti sul fondo rotativo. “È sostanzialmente un prestito che si dà a tasso agevolato, talvolta a tasso zero, e finanzia quota parte significativa di un investimento produttivo – ha risposto Marras –. Si tratta di risorse che poi rientrano, ma favoriscono l’investimento e agevolano l’impresa. Mi piacerebbe che la Regione tornasse a rivolgersi alle imprese attraverso questo strumento”.

La consigliera Valentina Mercanti (Pd) ha espresso apprezzamento per “l’approccio trasversale, mi fa stare tranquilla questo tipo di lavoro e la collaborazione con gli altri assessori” e ha posto “il tema della piccola e piccolissima impresa che nella nostra Regione hanno un peso importante, in relazione a innovazione e digitalizzazione. Mi preoccupa perché non tutti hanno gli strumenti per utilizzo nuove tecnologie. Mi chiedo se siano o se saranno previsti incentivi formazione o promozione economica”.

“Il Fesr quota servizi qualificati alle imprese – ha spiegato Marras –. Tutto ciò che riveste carattere di innovazione sarà oggetto di finanziabilità nel cosiddetto catalogo dei servizi qualificati alle imprese, che a me piacerebbe ridurre: l’apporto di innovazione deve essere reale, ma non sempre si è visto carattere realmente innovativo. Per le piccole e piccolissime imprese anche il Pnrr avrà strumenti di diffusione e divulgazione. Mi piacerebbe si producessero stimoli più sostanziali all’adeguamento tecnologico delle piccole imprese nel digitale. C’è da recuperare tempo prezioso, bisogna che uno impari anche un po’ da sé”.

Nel corso della seduta di questa mattina, la commissione per le politiche europee ha tenuto anche un’audizione del Coordinamento per la democrazia costituzionale, sezione toscana, presente con Francesco Baicchi, e di Arci Toscana, Stefano Carmassi (era presente anche Paolo Solimeno, dell’associazione dei giuristi democratici), in rappresentanza di una pluralità di soggetti – alcune decine di associazioni – che sono al lavoro sui temi relativi al Pnrr. Chiedono alla Regione – si sono rivolti al presidente Antonio Mazzeo per aprire l’interlocuzione con il Consiglio regionale – l’istituzione di un “tavolo nel quale le tantissime associazioni abbiano la possibilità di interloquire sugli argomenti legati alle decisioni sul Pnrr – ha spiegato Baicchi –. L’ideazione di uno sportello di comunicazione fra mondo dell’associazionismo e strutture della Regione”, che riconosca il ruolo “determinante dell’associazionismo in Toscana e garantisca un’adeguata informazione all’opinione pubblica sulle scelte del Pnrr. Non sarebbe ammissibile trovarsi di fronte a decisioni prese sulla spinta dell’urgenza”. “Diviene centrale il tema dell’ascolto del territorio e delle comunità – ha aggiunto Carmassi –. Il Pnrr può divenire uno strumento per affrontare le debolezze strutturali del Paese e della Toscana. C’è bisogno di strumenti di partecipazione straordinari, chiediamo che la Regione possa creare le condizioni per metterli in campo”.

“Relazionerò al presidente Mazzeo in merito alle vostre richieste”, ha risposto in conclusione Francesco Gazzetti. “Vedremo se su questo tema avremo la possibilità di effettuare altri passaggi o di trovare gli strumenti, nelle modalità che dovranno essere individuate, per consolidare il rapporto e la relazione. Il documento che ci avete trasmesso è agli atti della commissione e sarà mia cura trasmetterlo anch’esso al presidente Mazzeo”.

La commissione Europa tornerà a riunirsi questo venerdì con l’audizione dell’assessore regionale alle infrastrutture, trasporti, urbanista e governo del territorio, Stefano Baccelli.

Fonte: In Consiglio

MarrasPnrr

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