FIRENZE – La commissione del Consiglio regionale della Toscana ha dato il via libera al bilancio triennale dell’Autorità portuale regionale, ma il confronto politico ha acceso i riflettori su alcuni nodi strategici: dalle tariffe considerate troppo basse, soprattutto a Viareggio, fino al tema degli investimenti infrastrutturali e della difesa della costa.
Uno degli aspetti più discussi riguarda proprio i canoni applicati nei porti regionali. È stato evidenziato come, in particolare a Viareggio, i costi siano nettamente inferiori rispetto al mercato privato: una imbarcazione di grandi dimensioni può arrivare a pagare poche centinaia di euro al mese, contro cifre anche dieci volte superiori nei marina privati. Una situazione che, secondo quanto emerso, favorirebbe una forte pressione sulle banchine, talvolta per utilizzi non coerenti con le finalità pubbliche delle strutture.
Secondo i tecnici ascoltati in commissione, una revisione graduale delle tariffe potrebbe garantire maggiori entrate da destinare a nuovi investimenti. Su questo punto è stato chiesto se esista già uno studio per calibrare eventuali aumenti e definire con precisione la destinazione delle risorse aggiuntive.
Il dibattito si è poi spostato sugli interventi infrastrutturali, con particolare attenzione al sabbiodotto e al tema dell’erosione costiera. È stato sottolineato come, nel piano attuale, non siano previste risorse per gli anni 2026 e 2027, segnale che l’opera era stata programmata per essere completata entro il 2025. Secondo alcuni consiglieri, una gestione integrata del sistema potrebbe contribuire a risolvere due criticità: il funzionamento del porto di Viareggio e la salvaguardia della costa apuana.
Non è mancata la preoccupazione per il porto di Marina di Pisa, dove resta aperto il tema dell’impatto della Darsena Europa sulla costa pisana. È stata avanzata la richiesta di un approfondimento specifico per valutare se il quadro informativo sia completo o se manchino ancora elementi decisivi.
Sul fronte politico è emersa una sostanziale convergenza sull’opportunità di rendere più equo il sistema tariffario, collegandolo direttamente al finanziamento degli investimenti. Complessivamente, per i quattro territori interessati, il piano prevede risorse per circa 6,5 milioni di euro, con il finanziamento del sabbiodotto che copre la voce più consistente, pari a 2,2 milioni. L’obiettivo dichiarato resta quello di portare a termine tutti gli interventi previsti nel 2025.
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