Torna a salire la tensione all’interno della Casa di Reclusione di Porto Azzurro. Nella mattinata di ieri, 14 luglio 2026, si è registrato l’ennesimo grave episodio di violenza ai danni del personale in servizio, sfociato nel ferimento di cinque esponenti del corpo di Polizia Penitenziaria.
La ricostruzione dell’accaduto evidenzia una dinamica fulminea quanto preoccupante: un gruppo di detenuti, già noti alla direzione per comportamenti fortemente problematici, ha infatti tentato di fare irruzione senza alcuna autorizzazione all’interno di alcuni uffici amministrativi dell’istituto elbano. Di fronte al legittimo e fermo rifiuto opposto dai poliziotti di guardia, è scattata immediatamente la violenza. L’aggressione fisica ha coinvolto direttamente quattro agenti e un sottufficiale.
Solo grazie al tempestivo intervento di altri colleghi, accorsi sul posto attirati dal tumulto, è stato possibile contenere la furia dei detenuti e ricondurli a forza all’interno delle rispettive celle, evitando che la situazione degenerasse, con conseguenze ancora più drammatiche.
“Si tratta dell’ennesimo episodio che conferma il crescente livello di tensione all’interno dell’istituto elbano – ha denunciato con forza Francesco Oliviero, Segretario Nazionale del Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria) -. Il personale continua a operare con straordinario senso del dovere, nonostante una cronica carenza di organico e condizioni di lavoro sempre più difficili».
Il Sappe non chiede solidarietà, ma pretende risposte strutturali immediate dai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap). A partire dall’assegnazione urgente di nuove unità per colmare i vuoti nelle turnazioni. Ma anche la necessità di protocolli di sicurezza più stringenti e di un allontanamento o ridistribuzione dei detenuti recidivi in comportamenti violenti.
“Porto Azzurro deve tornare a essere una Casa di Reclusione in grado di svolgere la propria funzione istituzionale e trattamentale – ha concluso il Sappe -. Non è più accettabile che il personale sia lasciato ad affrontare quotidianamente situazioni di emergenza”.



