In Toscana sono circa 276mila gli anziani che vivono una condizione di criticità alimentare, legata a stili di vita non corretti o al rischio di malnutrizione. A questi si aggiungono 7.500 persone che, nel corso dell’ultimo anno, si sono rivolte agli sportelli regionali di Federconsumatori per difficoltà nell’approvvigionamento di cibo.
È quanto emerso a Firenze durante il convegno “Povertà alimentare: la nuova frontiera della povertà sociale”, promosso da Federconsumatori Toscana, Spi Cgil e Unicoop Firenze. Un quadro preoccupante, aggravato anche dall’aumento del 16% nella fascia di età tra i 75 e gli 85 anni.
“In Toscana la povertà alimentare non è un fenomeno marginale né temporaneo – ha spiegato Laura Grandi, presidente di Federconsumatori Toscana –. Non riguarda solo l’aspetto economico, ma incide profondamente sulla salute e sulla dignità delle persone”.
Il tema si inserisce in un contesto più ampio segnato dall’aumento del costo della vita. “Negli ultimi anni una vera e propria tempesta si è abbattuta su famiglie e individui”, ha sottolineato Claudio Vanni di Unicoop Firenze, ricordando che nel 2025 la cooperativa ha raccolto e donato oltre 390 tonnellate di beni di prima necessità.
Secondo Mario Batistini, segretario generale Spi Cgil Firenze, servono risposte concrete e strutturate: “Contrastare la povertà alimentare significa difendere la coesione sociale delle nostre comunità”.
Per questo Federconsumatori, insieme a Spi Cgil e Unicoop Firenze, ha elaborato un decalogo contro la povertà alimentare, invitando istituzioni e associazioni ad aderire. Tra le proposte: la creazione di empori solidali territoriali, il rafforzamento dei buoni spesa come misura stabile di welfare, la costruzione di reti contro lo spreco alimentare e programmi di educazione al consumo.
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