La dispersione scolastica a Prato torna al centro del dibattito politico dopo le dichiarazioni del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Sul tema si confrontano esponenti del Partito democratico e di Fratelli d’Italia, con posizioni diverse sulle cause del fenomeno e sulle misure necessarie per affrontarlo.
Secondo la consigliera regionale del Pd Marta Logli, per contrastare l’elusione dell’obbligo scolastico e l’abbandono non servono nuove misure punitive, come l’ipotesi di estendere il cosiddetto ‘Decreto Caivano’, ma interventi strutturali a sostegno delle scuole. “Per contrastare la dispersione a Prato – afferma Logli – occorre rispondere alla richiesta delle scuole: servono personale qualificato, docenti per il potenziamento e mediatori culturali”. La consigliera regionale annuncia anche la presentazione di un’interrogazione alla giunta toscana per chiedere di sollecitare il Ministero dell’Istruzione a rafforzare gli organici degli istituti pratesi.
Di diverso avviso Chiara La Porta, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, che accusa il sindaco di Prato Matteo Biffoni di cercare “di spostare il problema” attribuendo le difficoltà alla carenza di insegnanti per gli studenti non madrelingua. “La realtà – sostiene La Porta – è che una parte degli alunni non interrompe il percorso scolastico, ma non entra proprio nelle scuole italiane o frequenta strutture abusive cinesi presenti sul territorio”. Secondo l’esponente di FdI, il problema sarebbe legato anche a una mancata integrazione di una parte della comunità cinese pratese.
Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Matteo Zoppini interviene invece sul confronto tra il ministro Valditara e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, definendo “da campagna elettorale” la difesa del sindaco Biffoni da parte del governatore.
Sul fronte Pd, Sandra Bolognesi, responsabile del tavolo scuola del partito a Prato, ricorda che il tema era già stato segnalato dalle amministrazioni locali nel 2021 attraverso un documento inviato all’Ufficio scolastico regionale. “Il ministro Valditara scopre solo ora che la situazione a Prato è difficile – afferma Bolognesi –. Già cinque anni fa erano state chieste risorse aggiuntive specifiche”. Al ministro viene rivolto un appello: “Se vuole essere credibile assegni subito 100 docenti in più a Prato”.
La discussione sulla dispersione scolastica nella provincia pratese resta dunque aperta, tra la richiesta di maggiori risorse per la scuola e il confronto sulle responsabilità politiche e sociali alla base del fenomeno.



