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Prato, sciopero a Euroingro: protesta Sudd Cobas

Sciopero con presidio a Euroingro a Prato, uno dei più grandi centri di distribuzione all’ingrosso di vestiti in Europa, e che al suo interno ospita varie ditte. La mobilitazione di lavoratori del pronto moda e operai è, per denunciare, spiega Arturo Gambassi del sindacato Sudd Cobas, che “Euroingro e i negozi al suo interno stanno mettendo in campo una vera e propria guerra verso i lavoratori che hanno conquistato i diritti”. Tra gli episodi il “licenziamento ritorsivo” dal negozio ‘Accessori moda’, “di un lavoratore iscritto al sindacato, che prima della vertenza di novembre si spaccava la schiena 12 ore al giorno, tutti i giorni, dentro al negozio”. Un licenziamento analogo, sottolinea, a quello avvenuto a gennaio al pronto moda Lara Distribuzioni, “dove da 17 giorni è in corso un presidio permanente contro un tentativo di delocalizzazione”. Davanti Euroingro lo scorso novembre era avvenuta un’aggressione ad alcuni operai di un picchetto sindacale da parte di un gruppo di cittadini cinesi. Alla fine i lavoratori, nella maggior parte di nazionalità pakistana, erano riusciti a ottenere i contratti 8×5, ovvero otto ore per cinque giorni alla settimana. Ma, racconta ancora il sindacalista, la situazione all’interno di Euroingro resta complicata. “C’è il divieto ai facchini di portare l’acqua dentro il negozio, pause pranzo all’aperto (anche in giornate di pioggia), divieto di portare zaini o giubbotti nei locali di lavoro. A questo si somma un utilizzo delle telecamere per controllare ossessivamente i dipendenti dagli smartphone dei titolari. Ad oggi nessun negozio ha fornito al sindacato i permessi necessari per l’installazione delle telecamere. Per questo abbiamo fatto denuncia presso l’Ispettorato territoriale del lavoro”. La protesta non si esaurirà oggi: “I lavoratori – conclude Gambassi – non sono arance da spremere e da buttare. Euroingro deve accettare che anche dentro i suoi negozi il lavoro 12 ore non è più normale, e che ai diritti ottenuti non si rinuncerà. La mobilitazione andrà avanti fino a che anche dentro Euroingro non si lavorerà con dignità”.


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