Due lavoratori, un uomo e una donna di origine cinese, sono in sciopero davanti a una piccola azienda del settore tessile a Prato, specializzata nell’applicazione di bottoni su capi di abbigliamento. La protesta si sta svolgendo in via di Casale ed è sostenuta dal sindacato Sudd Cobas. Secondo quanto denunciato dal sindacato, i due operai avrebbero lavorato per lungo tempo in condizioni considerate “disumane”, con turni che arriverebbero fino a 14-18 ore al giorno e senza giorni di riposo.
La retribuzione sarebbe stata impostata su un sistema a cottimo, pari a circa tre centesimi per ogni bottone applicato sugli abiti. Il Sudd Cobas riferisce inoltre che gli stipendi non sarebbero stati pagati da diversi mesi. Nel corso della vertenza, il sindacato segnala anche un episodio avvenuto il 5 maggio, durante il quale – secondo la ricostruzione fornita – ci sarebbe stata un’aggressione fisica ai danni di una lavoratrice da parte della titolare dell’azienda. Alla mobilitazione partecipano altri iscritti al sindacato, mentre i manifestanti stanno cercando di coinvolgere anche un lavoratore afghano impiegato nella stessa azienda.
La situazione, secondo il Sudd Cobas, evidenzierebbe la complessità delle condizioni lavorative all’interno del comparto tessile pratese, caratterizzato da una forte componente multietnica. Sempre secondo quanto riferito dal sindacato, i due lavoratori avrebbero perso l’alloggio collegato al rapporto di lavoro dopo l’avvio della protesta. Per far fronte all’emergenza abitativa, il Sudd Cobas ha attivato una sistemazione temporanea e avviato una raccolta fondi online per sostenere le spese di prima necessità.
“Gli operai vengono spesso sottoposti al doppio ricatto di perdere lavoro e casa”, ha dichiarato Luca Toscano del Sudd Cobas, spiegando che l’obiettivo dell’iniziativa è garantire un sostegno immediato ai lavoratori coinvolti. La vicenda riporta l’attenzione sulle condizioni di lavoro nel distretto tessile di Prato, uno dei principali poli produttivi del settore moda in Italia, dove da tempo emergono segnalazioni legate a irregolarità contrattuali e situazioni di forte sfruttamento.
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