Prato, sequestrato e torturato per un debito: quattro arresti

Un cittadino pakistano sarebbe stato sequestrato, picchiato e minacciato per costringerlo a pagare un presunto debito di 10mila euro. È quanto emerso da un’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze che ha portato all’arresto di quattro uomini di origine pakistana, di 59, 42, 42 e 37 anni.

Le misure cautelari in carcere sono state eseguite dalla Squadra Mobile di Prato su delega della Procura di Firenze. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, sequestro di persona, tortura, rapina aggravata e lesioni personali aggravate.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, i fatti sarebbero avvenuti tra il 31 gennaio e il 2 febbraio nel territorio pratese. La vittima sarebbe stata trattenuta contro la propria volontà e sottoposta a ripetute violenze fisiche e minacce, anche di morte. I sequestratori avrebbero inoltre contattato il padre dell’uomo, residente in Pakistan, chiedendo il pagamento della somma per ottenere la liberazione del familiare.

L’indagine, coordinata dalla procuratrice di Firenze Rosa Volpe, è partita da una segnalazione relativa a un possibile sequestro a scopo estorsivo nel centro di Prato. La svolta è arrivata la sera del 1° febbraio, quando un parente della vittima ha sporto denuncia dopo aver appreso del rapimento da familiari in Pakistan.

Le attività investigative hanno permesso alla polizia di individuare il luogo dove l’uomo era detenuto. La mattina del 2 febbraio gli agenti hanno fatto irruzione nell’appartamento, liberando il sequestrato.

Secondo gli inquirenti, testimonianze, analisi di dispositivi elettronici e riscontri documentali avrebbero consentito di ricostruire i ruoli dei presunti responsabili e di ottenere dal Gip del Tribunale di Firenze l’emissione delle misure cautelari. Le indagini proseguono per ulteriori approfondimenti.


Scopri di più da TGRegione.it

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

ultimi articoli

Scopri di più da TGRegione.it

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere