PRATO – Un nuovo e grave episodio scuote il carcere della Dogaia di Prato, dove un detenuto è finito sotto inchiesta per presunti abusi ai danni del proprio compagno di cella. La Procura pratese ha notificato a un 39enne di nazionalità marocchina, recluso per reati legati alla droga, l’avviso di conclusione delle indagini per tortura, violenza sessuale e lesioni personali aggravate.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le violenze si sarebbero protratte per circa quattro mesi all’interno della cella. La vittima è un 46enne italiano, la cui denuncia ha avuto un ruolo determinante nell’avvio e nello sviluppo dell’inchiesta. Per la Procura, l’uomo sarebbe stato sottoposto a vessazioni continue, sia fisiche che psicologiche, tali da provocargli «acute sofferenze fisiche e un grave trauma psichico», configurando nel complesso un trattamento inumano e degradante.
Il quadro accusatorio descrive una quotidianità fatta di intimidazioni e soprusi. Tra le condotte contestate figurano pestaggi abituali, minacce gravi e umiliazioni sistematiche. Il detenuto indagato avrebbe costretto il compagno di cella a restare sveglio durante la notte con il pretesto del russare, lo avrebbe colpito ripetutamente, gli avrebbe rovesciato addosso un bidone della spazzatura e distrutto le fotografie dei familiari. Non sarebbero mancate offese alla sfera personale e alla virilità della vittima, oltre all’imposizione di acquistare tabacco, generi alimentari e altri beni.
Particolarmente pesanti anche le accuse di plurime violenze sessuali, che avrebbero causato lesioni giudicate guaribili in dieci giorni. La vittima sarebbe stata inoltre minacciata affinché non chiedesse il trasferimento in un’altra cella, con l’avvertimento che eventuali tentativi di allontanamento avrebbero avuto conseguenze.
L’inchiesta sulle violenze si inserisce in un contesto più ampio di criticità all’interno dell’istituto penitenziario pratese. La Procura parla di una «diffusa illegalità pulviscolare», richiamando anche l’ultimo episodio avvenuto proprio nei giorni scorsi: all’interno del muro perimetrale del carcere è stato rinvenuto un nuovo pacco contenente un microcellulare, hashish e cocaina. Un ritrovamento che si aggiunge ai numerosi sequestri effettuati dopo le perquisizioni del 28 giugno e del 22 novembre scorsi, a dimostrazione – secondo gli inquirenti – del perdurare di attività illecite.
In una nota, la Procura di Prato sottolinea come gli esiti delle indagini confermino l’importanza della collaborazione con la giustizia, invitando i detenuti vittime di soprusi a denunciare. Viene inoltre ribadita la necessità di rafforzare le misure di sicurezza dell’istituto, attraverso l’installazione di telecamere, reti anti-lancio, sistemi antidrone e un potenziamento del personale, per garantire una vigilanza più efficace e un controllo più incisivo, soprattutto durante le ore notturne.



