Il presepe torna di moda, concorso per i bimbi delle scuole di Lucca

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LUCCA – Il presepe sembra essere tornato di moda. Dopo anni di relativo abbandono, la scena della Natività di Betlemme si è riproposta al centro di un dibattito che è anche culturale e politico. Si sono fatti presepi, mostre e concorsi anche in ambiti apparentemente lontani dalla tradizione religiosa.

La Scuola pubblica – che è necessariamente laica – non può trascurare l’enorme patrimonio di arte e di cultura che ruota attorno al sacro. Dalle Chiese che sono ricche di opere d’arte di pittura, scultura, architettura; alle musiche che hanno accompagnato e accompagnano le grandi celebrazioni, fino alle poesie, ai racconti, alle commedie teatrali, ecc.

C’è arte, soltanto apparentemente minore, anche nel fare il presepe. Non soltanto nelle Chiese ma anche nelle Case e nelle Scuole. Non si tratta di una decorazione da abbinare a un particolare periodo di festa ma di un segno di sensibilità per una scena che appartiene alla storia di ogni persona.

La nascita di un bambino – infatti – è sempre un avvenimento bello per ogni famiglia. E’ atteso come un bene prezioso, come il frutto del amore. E’ la vita che si rinnova sulla morte e che dà all’uomo la forza di affrontare il dolore e la sofferenza, dunque di vivere.

Il presepe dunque non deve essere soltanto una tradizione, il fascino di un’atmosfera magica o il ricordo di un passato che finisce per produrre soltanto brividi di nostalgia. Il presepe e il Natale sono ciò che riguarda la nascita, l’accoglienza, la festa che è stare insieme. Tutto il resto è secondario.

C’è una pedagogia del presepe da non dimenticare. Le Associazioni degli «Amici del presepe» ne parlano da circa 50 anni nei loro corsi.

E’ noto ed evidente il rilievo che ha l’intuizione fin dalla prima infanzia. In realtà un po’ a tutte le età  si ottiene e si comprende sempre e più facilmente – soprattutto in questa era di «nativi digitali» – con i simboli, le immagini, le scene; piuttosto che con lunghe dissertazioni.

Caratteri e tendenze dei fanciulli si rivelano già nella prima infanzia. Per questo è importante anche il gioco, in sé e come strumento, nella formazione dei bambini. E’ importante fare il presepe fin da bambini per saper accogliere la vita e il prossimo.

All’interno del progetto «Scuola & Volontariato», varato dalla Associazione «Don Franco Baroni», si trova anche uno spazio di riflessione e di protagonismo dei bambini attorno al presepe e al simbolismo educativo che in esso viene espresso.

Sono disponibili sul sito www.donbaroni.it (http://www.donbaroni.it/LinkClick.aspx?fileticket=LENHZ%2bKr9VQ%3d&tabid=271&mid=680&language=it-IT) le tavole del compianto Giuliano Barsotti, che potranno essere scaricate liberamente per allestire presepi in carta negli Istituti Comprensivi o nelle famiglie.

Un semplice presepe disegnato su cartoncino, da ritagliare e da allestire su un tavolo, su un altro cartoncino che creare sfondi e ambientazioni suggestive, oppure incollando le figure ritagliate sul vetro di una finestra lasciando dunque all’ambiente esterno alla Scuola o alla Casa il ruolo di un fondale reale e attuale.

Le immagini da ritagliare potranno servire inoltre da spunto per realizzarne altre; alla stessa scala, al fine di personalizzare l’opera di ogni bambino e di inquadrarla in uno scenario; seguendo le sue capacità artistiche e tecniche.

I bambini che avranno partecipato a queste personali realizzazioni resteranno ovviamente proprietari del loro originale presepe di carta, riscoprendo una moda che fino a una quarantina di anni fa era molto diffusa.

Volendo potranno inviare una foto in formato digitale (almeno da 1600 per 1200 pixel, con risoluzione a 300 dpi) del loro allestimento entro il nove gennaio 2018 all’e-mail scuolaedono@gmail.com

Una giuria di esperti di presepe alla fine sceglierà le migliori realizzazioni che saranno premiate con una targa.

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