Prevenzione sismica, arriva il Documento Operativo per programmare 26 milioni di risorse

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FIRENZE – Ventisei milioni e 570mila euro da programmare dal 2017 al 2020 per difenderci dai terremoti. Tanto vale il DOPS, il Documento Operativo di Prevenzione Sismica, appena approvato dalla giunta che ha l’obiettivo di programmare le risorse disponibili per intervenire e mettere più in sicurezza gli edifici dal rischio terremoto. Il DOPS oltre a pianificare i finanziamenti su quattro anni, vuole riunire, sintetizzare, integrare e localizzare sul territorio tutti gli studi di microzonazione sismica, le indagini, verifiche e interventi di prevenzione sismica sugli edifici pubblici strategici e rilevanti (EPSR), con priorità per la zona sismica 2 (a medio-alta sismicità).

Doppia dunque la valenza del Documento, ricognitiva per le attività da completare o appena avviate e programmatoria, sia in termini di tempo che di entità di risorse. Base del Dops, il quadro conoscitivo, cioé il Documento Conoscitivo del Rischio Sismico. Quest’ultimo, approvato dalla scorsa giunta con Delibera di G.R.T. n.1271 del 13 dicembre u.s., riassume tutte le attività di prevenzione sismica realizzate sul territorio e il quadro di conoscenza che abbiamo in Toscana sullo stato di pericolosità sismica locale del territorio e sulla vulnerabilità del patrimonio edilizio (attuato mediante indagini, verifiche, interventi strutturali con particolare riferimento agli edifici pubblici strategici e rilevanti in zona 2).

“Grazie al Documento Operativo che abbiamo appena approvato – ha detto il presidente Enrico Rossi – costruiremo un quadro conoscitivo unico e una programmazione complessiva e coerente. Sarà importante e necessario garantire il finanziamento costante e continuativo su un arco temporale ampio a vantaggio di una delle politiche sulle quali la Toscana sta investendo di più, la prevenzione del rischio sismico. Sono convinto che per contrastare la fragilità del nostro territorio la prevenzione rappresenti una vera e propria grande opera pubblica in grado di dare alla Toscana sicurezza, serenità e anche occupazione”.

“Il metodo imposto dal DOPS consente di impostare l’unico sistema di prevenzione possibile – ha aggiunto l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni -. L’idea è quella di aggiornare il documento ogni anno per un periodo di tempo ampio, tale da consentire una politica di messa in sicurezza del territorio graduale, organica e omogenea nel tempo”.

Ecco le risorse come verranno distribuite Quattro i canali di interventi sui quali sarà destinato l’ammontare delle risorse.

1 – 12 milioni e 430mila euro saranno destinati agli interventi di prevenzione sismica sugli Edifici pubblici strategici e rilevanti (ESPR) con priorità per la zona sismica 2. Si tratta, nello specifico, di interventi strutturali di adeguamento/miglioramento sismico i cui finanziamenti saranno attivati già a partire dalla prossima annualità.

2 – 1 milione e 152 mila euro per gli studi di microzonazione sismica e le analisi delle condizioni limite per l’emergenza: Gli studi di microzonazione consentono di pervenire alla valutazione della pericolosità sismica locale del territorio mediante indagini geologiche di dettaglio. E quindi stabilire e quantificare l’entità degli effetti locali (o di sito), cioè la possibilità che le caratteristiche geologiche e geotecniche locali e/o le condizioni topografiche locali possano “amplificare” lo scuotimento sismico, a seguito di un evento sismico. La Regione Toscana, a partire dal 1997 con il Progetto VEL prima e dopo il 2010 con i finanziamenti nazionali ha realizzato sul territorio 130 studi di Microzonazione Sismica (conclusi e/o in corso), su un totale di 239 Comuni (si escludono i comuni classificati a bassa sismicità). Pertanto, ad oggi, quasi il 60% dei comuni in Toscana è dotato di Studi di Microzonazione Sismica. Tra l’altro, tali studi di MS, sono stati obbligatoriamente inseriti all’interno degli strumenti di pianificazione territoriale comunale, e pertanto costituiscono la base conoscitiva indispensabile per programmare ogni azione di pianificazione del territorio in ottica di prevenzione sismica.

3 – 4 milioni e 100mila euro per interventi sugli edifici pubblici scolastici – Si tratta nello specifico della riattivazione di n.14 interventi che fanno riferimento ai finanziamenti nazionali di cui alla L.289/2002 (Piano straordinario di messa in sicurezza degli edifici scolastici)

4 – 8 milioni e 850 mila euro per interventi di prevenzione sismica sugli edifici privati: si tratta di interventi strutturali di rafforzamento/riparazione locale o miglioramento sismico o di demolizione e ricostruzione di edifici privati. Gli edifici oggetto di finanziamento sono quelli destinate ad uso residenziale o sede di attività commerciale, artigianale e produttiva. L’istruttoria per il nuovo bando e il successivo avvio dell’attività di programmazione sarà conclusa entro il 2017 dopodiché potranno partire i bandi emessi dai vari Comuni. Tale attività è finalizzata alla zona sismica 2 con una priorità (fino al 20% massimo della somma totale) per i Comuni della Valtiberina.

Cosa è stato già fatto

Da una ricognizione fatta grazie al quadro conoscitivo regionale risulta che in zona sismica 2 ci sono 1753 edifici strategici e rilevanti. Di questi, 589 hanno già avuto interventi strutturali di messa in sicurezza, 510 hanno già avute destinate risorse per indagini e/o verifiche mentre i rimanenti 654 non sono stati ancora indagati. Sulla base di questa analisi è risultato che il fabbisogno per mettere in sicurezza sismica tutti gli edifici della sola zona sismica 2 in Toscana ammonta a oltre un miliardo di euro. Negli ultimi venti anni la Regione Toscana ha investito 162 milioni e 427 mila euro in prevenzione sismica, risorse destinate ai Comuni per la messa in sicurezza degli edifici. Ha investito inoltre 6 milioni e 817mila euro per indagini e verifiche, cioè attività propedeutiche alla progettazione.

Informatizzazione

Il lavoro di ricognizione ha previsto anche l’informatizzazione delle banche dati sugli edifici pubblici strategici rilevanti. Si avvia così un percorso che permetterà di andare a costruire un applicativo WEB che consentirà di georeferenziare sul territorio tutti gli edifici per i quali sono state realizzate attività di prevenzione sismica e quindi poter consultare in ogni momento anche lo stato di avanzamento degli interventi strutturali sugli edifici

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