Un processo vero e proprio. Ma in un’aula speciale, il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, e con giudici speciali, ovvero studenti delle scuole superiori di tutta la Toscana. Il 13 aprile ecco il ‘Processo ai poteri’, intitolato ‘La persona al centro’. Tra i partecipanti padre Bernardo Gianni, abate di San Miniato a Monte a Firenze, il presidente del Consiglio comunale Cosimo Guccione, il direttore generale dell’ufficio scolastico regionale Luciano Tagliaferri, il presidente della Fondazione Giovanni Paolo II Damiano Bettoni. Saranno presenti anche le formatrici di Indire Elena Mosa e Silvia Panzavolta. Le conclusioni saranno affidate a Simone Pitossi, giornalista e direttore di Toscana Oggi. Nell’elenco degli istituti coinvolti figurano i licei Gramsci e il Machiavelli di Firenze, il liceo Giovanni da San Giovanni a San Giovanni Valdarno (Arezzo), l’istituto tecnico Carlo Cattaneo di San Miniato (Pisa), il liceo classico vescovile di Pontremoli (Massa Carrara), l’istituto Marchi di Monsummano Terme (Pistoia) e il liceo Rosmini di Grosseto.
“Siamo molto contenti – dichiara Guccione – di aver contribuito a organizzare questo evento che vede protagonisti le ragazze e i ragazzi a confrontarsi su un oggetto come il potere, le sue dinamiche, le sue influenze nella vita di ogni comunità, sia essa microscopica come la famiglia o grande come un paese, o il mondo stesso, come i giorni complessi che viviamo dimostrano. L’essere umano vive in relazione imprescindibile con le altre persone, e non solo. Riflettere sulla natura e origine del potere, sviscerare le dinamiche con cui viene agito e subìto in un contesto strutturato come nel bel progetto ideato dalla Fondazione Giovanni Paolo II, sarà un’esperienza esaltante per gli studenti così come per noi che potremo assistere al dibattimento intorno ai poteri culturale, politico, economico, religioso, i quattro poteri attorno a cui la nostra vita prende quotidianamente forma”.
“Difendere e promuovere la dignità di ogni persona – sottolinea Bettoni – è un dovere concreto che passa attraverso il lavoro sulle idee, sulle culture, sui valori. È fondamentale che i giovani possano conoscere, discutere, mettere in discussione e fare propri i valori e i principi di un futuro di pace e di giustizia. Il futuro non arriva da solo: si costruisce se qualcuno si impegna e ci crede davvero”.




