spot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_img

Proclamato lo sciopero alla Piaggio di Pontedera per domani

Se all’esterno della fabbrica fervono i preparativi per celebrare gli ottant’anni della Vespa tra vetrine scintillanti e discorsi istituzionali, all’interno dei cancelli di Pontedera il clima è di profonda inquietudine. Il contrasto tra l’immagine pubblica di successo e la realtà industriale quotidiana è il cuore della protesta dei lavoratori, che hanno proclamato uno sciopero per domani.
Secondo i rappresentanti dei lavoratori, lo stabilimento non sta vivendo una fase di rilancio, bensì un progressivo arretramento. Le criticità sollevate riguardano i pilastri stessi della tenuta industriale, dall’aumento dei contratti instabili a discapito del lavoro a tempo indeterminato, alla riduzione del valore dei salari a fronte di condizioni lavorative in peggioramento. La denuncia più grave riguarda però il “deliberato svuotamento” del reparto R&D. Senza nuovi progetti, avvertono i dipendenti, lo stabilimento è destinato a diventare un sito marginale nel panorama globale.
“Le celebrazioni servono a coprire questa contraddizione: si esalta il passato mentre si impoverisce il presente” si legge nella nota che accompagna la mobilitazione. L’accusa alla proprietà e alla famiglia Colaninno è quella di costruire un’immagine di facciata mentre, nei fatti, si prepara uno smantellamento silenzioso del cuore produttivo di Pontedera.
Lo sciopero non avrà un valore puramente simbolico, ma si configura come un atto di rottura contro la narrazione aziendale.
“Fermiamo la produzione per rendere visibile quello che vogliono nascondere. Non accettiamo che il lavoro venga ridotto mentre si costruisce una facciata di orgoglio e continuità”.
L’appello alla cittadinanza e alle istituzioni è netto: prendere posizione. Da una parte gli operai che garantiscono la continuità della fabbrica, dall’altra una strategia aziendale accusata di tagliare investimenti e prospettive.

ultimi articoli