Pronto l’ospedale del Sud Sudan sognato dalla coppia aretina rimasta vittima nell’incidente aereo etiope

AREZZO – Il progetto per il quale Carlo e Gabriella erano partiti è pronto per essere inaugurato. L’ospedale di Juba in Sud Sudan è quasi pronto: i container sono arrivati, gli arredi sono stati posizionati. Marito e moglie non sono mai arrivati a destinazione, il boeing 737 sul quale erano imbarcati è precipitato poco dopo il decollo ad Addis Abeba.

Ieri un toccante post su Facebook il figlio di Spini ha ricordato come questo progetto stesse a cuore ai genitori:

Tutto a Juba, in Sud Sudan, è pronto. L’impegno e la volontà di tante persone si sta concretizzando in qualcosa di vero ed importante. Una parte del cuore del Babbo, della Mamma e di Matteo sarà per sempre in quelle stanze e renderà reale, come avvenuto tante altre volte, uno dei loro sogni concreti !! Grazie Africa Tremila”

La struttura avrebbe dovuto essere dedicata a Sant’Ursula, dal nome della fondatrice dell’ordine delle suore che dovranno gestirla. Ma dopo la tragedia è stato deciso il cambio di nome: si chiamerà ospedale Carlo e Gabriella. La struttura è una sorta di miracolo in un paese in cui manca tutto dall’elettricità alle strade percorribili, dalle fognature e all’acqua pulita. Una scommessa, o meglio, un sogno che i due coniugi non sono riusciti a vedere realizzato. Ma che adesso porterà il loro nome, per sempre.