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Prostituzione, blitz della Squadra Mobile e due arresti: le accuse vanno dalla rapina al sequestro di persona

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MASSA CARRARA – Nella primissima mattinata il personale della polizia di stato e’ intervenuto presso alcune abitazioni del centro storico di Carrara ed ha  tratto in arresto due soggetti stranieri, un albanese ed una donna di nazionalita’ rumena, residenti a Carrara per sequestro di persona, rapina e lesioni aggravate ai danni di un’altra giovane donna rumena.

Il blitz, condotto dagli uomini della squadra mobile del dottor Antonio Corcione, con l’ausilio del personale del commissariato di Carrara, e’  scattato nelle prime ore della mattina, quando i soggetti, gia’ monitorati per l’indagine in corso, stavano dirigendosi verso la loro abitazione e tenuti sotto controllo dagli stessi agenti.

Da alcuni mesi gli agenti della squadra mobile stavano monitorando il fenomeno diffuso della prostituzione sulla zona marina e con l’indagine avviata si era subito evidenziato il comportamento di questa coppia di pregiudicati.

Monitorati da qualche mese, con l’attivita’ investigativa era venuta fuori un’ ordinaria storia di violenze e soprusi a carico di altri giovani donne che esercitavano il meretricio sui viali del lungomare. K. B. poco piu che trentenne, rumena e J.P. stessa eta’, albanese, stavano iniziando ad esercitare una sorta di ‘controllo e autorizzazione’  sull’utilizzo del ‘marciapiede’ sul quale le giovani ragazze, in maggioranza straniere dell’Est, tentavano di dare un senso alla propria sopravvivenza.

Le minacce di morte, le botte, con le conseguenti lesioni, fino a rapinare la borsa con tutto il proprio contenuto e addirittura sequestrare la stessa ragazza se non si fosse allontanata dal luogo sono state le situazioni prese in esame dagli investigatori della squadra mobile e che hanno indotto poi la magistratura ad emanare i provvedimenti restrittivi di custodia cautelare in carcere.

I soggetti non hanno opposto resistenza agli uomini che stavano effettuando il blitz e sono stati subito ammanettati.

Sono state effettuate anche le perquisizioni nelle abitazioni.

L’indagine era nata tempo fa in seguito anche alcuni controlli effettuati su alcuni soggetti, gia’ pregiudicati e anche sulla base di alcuni esposti che erano stati fatti da alcuni cittadini, proprio su quei soggetti che avevano strani comportamenti, i quali non potevano passare inosservati sia agli abitanti della comunita’ locale che ai poliziotti che monitoravano il fenomeno.

Ad operazione conclusa i due soggetti arrestati sono stati condotti uno presso il carcere di Massa e l’altra presso il carcere di Genova.

Stupore e sorpresa per gli agenti che all’atto d’ingresso hanno trovato anche un bimbo piccolo di due anni e mezzo che viveva con la coppia. Per evitare di staccare il bambino dalla propria mamma polizia e magistratura hanno lavorato per una soluzione che non creasse problemi all’infante e cosi e’ stato deciso di trasferire la mamma, detenuta insieme al bambino presso la struttura carceraria di Genova che ha una sezione specializzata per l’accoglienza delle madri detenute con figli minori.

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