Provano a ingannare i poliziotti, ma il trucco la Stradale lo spiega a scuola

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LIVORNO – Guidavano il camion superando i limiti di velocità e, per non farsi scoprire, avevano applicato un magnete alla scatola nera del mezzo, per alterare il suo funzionamento. Ma il trucchetto è stato svelato dai poliziotti della Stradale di Livorno che, su input della Direzione Centrale delle Specialità della Polizia di Stato, da mesi frequentano specifici corsi di formazione ove imparano a smascherare quelli che, in gergo, sono chiamati i furbetti della calamita.

La Polstrada stava attuando nel livornese il dispositivo di controllo a reticolo, per ricercare sia gli automobilisti indisciplinati che i delinquenti. Gli agenti sono stati dislocati a macchia di leopardo, anche in sella a moto civetta, molto efficaci per scovare chi guida senza casco o con il telefonino incollato all’orecchio.

Sull’Aurelia sono stati intercettati due camionisti, uno a Rosignano e l’altro vicino Stagno. Il primo ha cercato di confondere i poliziotti, dicendo che la scatola nera si era guastata, mentre il secondo aveva mantenuto un’andatura incompatibile con quanto registrato dall’apparecchio. Ma i due non hanno avuto fortuna poiché sono incappati in pattuglie della Sezione di Livorno e del Distaccamento di Cecina, composte da esperti investigatori. Gli agenti, che frequentano corsi ove quei sotterfugi sono illustrati da docenti della Polstrada, hanno presto sgamato la calamita applicata nel vano motore, ai sensori di movimento del mezzo.

Ai disonesti camionisti è stata ritirata la patente, con detrazione di dieci punti a testa e l’obbligo di fermo dei mezzi. Al termine dell’operazione la Polstrada di Livorno ha contestato ventuno infrazioni al codice della strada, fermando cinque automobililisti con il telefonino in mano, un motociclista senza casco e due persone con un tasso di alcool nel sangue di poco superiore al consentito.

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