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Pucciniano, protesta lavoratori: 200 senza futuro certo

“Si tratta di almeno 200 persone che ad oggi non sanno il loro futuro” dichiara Linda Lombardo, delegata del sindacato Usb. “C’è gente che non ha preso impegni per l’estate perché aspetta il Pucciniano” gli fa eco una orchestrale lì presente. Giornata di protesta quella di oggi, 26 marzo, per i lavoratori del Festival Pucciniano che si sono riuniti in presidio a mezzogiorno davanti alla sede del teatro torrelaghese per chiedere “Un impegno serio e concreto nel rispetto dei lavoratori” alla presidenza della Fondazione. Una presidenza della Fondazione, guidata da Fabrizio Miracolo, che si dovrebbe incontrare il 31 marzo – a meno di sorprese – coi lavoratori e sindacati dopo mesi di rinvii.

“Facciamo questo presidio pochi giorni prima dell’incontro con la Fondazione dopo la pesante rottura con le parti sindacali – spiega Lombardo – vogliamo chiarezza su cosa voglia fare la presidenza e sulla questione esternalizzazioni per tecnici, maestranze, orchestrali e coro che viene dopo il mancato rispetto degli impegni presi ed è stata lanciata a mezzo stampa senza dialogo. Chiediamo assunzioni dirette nel rispetto delle professionalità delle persone che sono qui da anni e l’integrativo dell’adeguamento salariale con possibilità di indennità rispetto alla tipologia di lavoro. Negli anni scorsi i lavoratori erano già stati contattati e informati per la stagione estiva, ad oggi nessuno sa niente: non è possibile”.

A sentire le ragioni della protesta erano presenti anche i candidati a sindaco Paolo Annale e Federica Maineri. “Il lavoro stagionale dei tecnici, dei coristi e degli orchestrali, che da anni lavorano con la Fondazione e che hanno contribuito al successo del Festival, è un patrimonio che va difeso e preservato – osserva Massimo Sarti Magi, segretario Slc Cgil Lucca – La loro professionalità ed eccellenza sono state costruite nel tempo e vagliate attraverso processi di selezione. Non si può rischiare di perdere tutto attraverso fumose intenzioni di esternalizzare il lavoro con procedure non ancora chiarite, che violerebbero accordi sottoscritti e rischierebbero di contravvenire norme come il codice degli appalti e il testo unico sulla sicurezza e il lavoro”.

I sindacati nella giornata di ieri, 25 marzo, si erano incontrati con l’assessora regionale Cristina Manetti perché la Fondazione da mesi avrebbe interrotto i rapporti con lavoratori e parti sindacali. “L’assessora e il suo staff hanno ascoltato con attenzione, ripromettendo di fare approfondimenti e di seguire la vicenda” hanno detto in merito all’incontro in una nota unica i sindacalisti Simone Tesi (Slc Cgil Lucca), Samuele Falossi (Slc Cgil Pisa/Livorno), Angelo Betti (Fistel Cgil Toscana) e Linda Lombardo (Usb).

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