Pulizia e sorveglianza nelle scuole: “Il dramma di 200 lavoratori”

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LUCCA – “Come Organizzazione Sindacale di Categoria, Filcams CGIL vogliamo rappresentare il dramma che stanno vivendo le oltre 200 lavoratrici e lavoratori degli ppalti storici di servizi di pulimento e sorveglianza nelle scuole”.

A inviare la nota sono Daniela Ricchetti e Massimo Dinelli:

“Dramma di doppia natura, in primis legato al futuro rispetto ai tagli previsti sui servizi di sorveglianza e pulimento degli edifici scolastici, iniziati già nel 2009 per mezzo dei diversi governi che si sono succeduti e della gara Consip che sostanzialmente ha ridotto le risorse di oltre il 50% , con conseguente taglio delle ore lavorabili e degli stipendi delle lavoratrici, e in seconda battuta legato al debito che la maggior parte delle lavoratrici hanno nei confronti delle aziende da cui dipendono.

Infatti a seguito e per effetto dei succitati tagli, grazie agli accordi nazionali del 28/03/2014 e del 05/05/2014 sottoscritti in intesa con il Governo e le aziende interessate, si sono garantiti i livelli occupazionali e le retribuzioni attraverso l’implemento dei servizi alle scuole, finanziati con i fondi stanziati per le attività di decoro e manutenzione degli edifici scolastici nell’ambito del progetto così detto “scuole belle “, tra cui la tenuta del verde, la pittura delle pareti, ed altri lavori di ordinaria manutenzione.

L’obiettivo è stato quello di prevedere il mantenimento dello stipendio pieno attraverso un meccanismo di anticipo del pagamento delle ore non lavorate nella pulizia e sorveglianza da parte delle aziende, che si sarebbero accumulate in una banca ore e che le lavoratrici avrebbero dovuto poi restituire lavorando nelle attività di decoro per il raggiungimento dell’intero parametro contrattuale, senza dover ricorrere all’utilizzo di ammortizzatori sociali quali la cassa integrazione.

Il grosso problema legato al progetto che fin da subito abbiamo riscontrato e che oggi ci pare insormontabile per i valori raggiunti, è quello legato alla banca ore negativa fin qui accumulata dalla maggior parte delle lavoratrici destinata a crescere inesorabilmente, se non si troveranno soluzioni immediate, per il semplice fatto che le ore lavorabili in attività di decoro nella nostra Provincia sono state pochissime, e ciò deriva dal fatto che le risorse sul territorio nazionale sono state distribuite con criteri discutibili, sicuramente non nel rispetto dell’effettività necessità di andare a compensare il taglio ore dei servizi di pulimento e sorveglianza, come invece è previsto negli accordi nazionali.

Oltre a questo grave stato delle cose, la preoccupazione più grande è determinata dal fatto che l’accordo Governativo che ha visto destinare le risorse del programma scuole belle , assicura una copertura economica solo fino al 30 novembre 2016, con tutta l’incertezza di ciò che potrà accadere già dal 1 dicembre se non ci saranno interventi incisivi.

Siamo fortemente preoccupati del silenzio del Governo rispetto all’impegno preso il 30 luglio sottoscritto dalle Segreteria Nazionali sindacali, e dai Ministeri interessati , di attivare il tavolo di confronto per “ esaminare le problematiche sociali ed occupazionali con lo scopo di individuare una possibile soluzione definitiva concernente la platea delle lavoratrici e dei lavoratori c.d. Ex Lsu ed Appalti Storici”. Un impegno che va rispettato per trovare soluzioni concrete di tutela per l’occupazione e reddito di chi nelle scuole ci lavora, e garantire ambienti puliti e sicuri per i bambini e ragazzi che le frequentano.

L’urgenza di avviare il confronto per il quale si era impegnata la Presidenza del Consiglio, è dettata anche dalle azioni intraprese dalle aziende che hanno attivato le procedure di licenziamento collettivo già da metà settembre, per le quali hanno dichiarato solo nella nostra Provincia quasi 1300 ore settimanali di esubero, quello che sarebbe senza soluzioni alternative un disastro sociale”.

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