Punti nascita Toscana, la Regione difende Poggibonsi, Montepulciano e Montevarchi

La Toscana non ci sta e annuncia battaglia dopo il parere negativo espresso dal Comitato percorso nascita nazionale sulle richieste di deroga per mantenere aperti i punti nascita di Poggibonsi, Montepulciano e Montevarchi. Da Firenze arriva una presa di posizione netta: la Regione, insieme alla Asl Toscana Sud Est, contesta il metodo utilizzato nella valutazione e assicura che porterà avanti il confronto con il Ministero della Salute per difendere i servizi nei tre ospedali.

Secondo la Regione, il parere si baserebbe infatti su dati riferiti ad anni diversi e non terrebbe conto degli interventi di potenziamento realizzati nel 2026, che avrebbero già prodotto un aumento dell’attività e un miglioramento degli esiti clinici.

Particolare attenzione viene riservata al punto nascita di Nottola, a Montepulciano. Nella documentazione inviata al Ministero, la Regione evidenzia come oltre 200 bambini nascano in aree dalle quali il punto nascita alternativo dista più di un’ora di viaggio, una condizione che, secondo l’amministrazione regionale, giustifica il mantenimento del servizio per ragioni orogeografiche.

La Regione ribadisce inoltre il proprio sostegno ai presidenti delle Conferenze dei sindaci Valentina Vadi, Michele Angiolini e Susanna Cenni, impegnati da mesi nella difesa dei tre punti nascita.

L’obiettivo è evitare che le decisioni vengano prese esclusivamente sulla base del numero dei parti annuali. Per questo la Toscana presenterà al Ministero una proposta di riorganizzazione della rete materno-infantile basata sul modello Hub & Spoke, che prevede la concentrazione delle gravidanze ad alto rischio nei centri specializzati e il mantenimento dei parti fisiologici nei presidi periferici, all’interno di una rete integrata.

“La Toscana sta, senza alcuna ambiguità, dalla parte dei sindaci e delle comunità di Poggibonsi, Montepulciano e Montevarchi – dichiarano il presidente della Regione Eugenio Giani e l’assessora al diritto alla salute Monia Monni –. I volumi di attività non possono essere l’unico criterio per decidere il futuro di servizi così importanti. Continueremo il confronto con il Ministero per difendere un modello che garantisca insieme sicurezza delle cure e prossimità dei servizi”.

Sulla stessa linea anche il direttore generale della Asl Toscana Sud Est, Marco Torre, che sottolinea il lavoro svolto negli ultimi anni dai professionisti della rete materno-infantile e la volontà di valorizzare un’organizzazione basata sulla collaborazione tra i diversi ospedali.

ultimi articoli