Silvia Chiassai Martini chiede al Ministero della Salute la revisione del parere negativo sulla deroga al punto nascita sotto i 500 parti annui. Contestati i dati su bacino di utenza e tempi di percorrenza verso Arezzo.
Il sindaco di Montevarchi, Silvia Chiassai Martini, ha inviato una richiesta formale al ministro della Salute Orazio Schillaci per la revisione del parere negativo espresso dal Comitato percorso nascita nazionale sulla deroga al punto nascita dell’ospedale Santa Maria alla Gruccia, attualmente al di sotto della soglia dei 500 parti annui.
La lettera è stata trasmessa anche al sottosegretario Marcello Gemmato e al direttore della Programmazione sanitaria e nasce da una verifica della documentazione inviata nel giugno 2023 dalla Regione Toscana e dalla Asl Toscana Sud Est. Secondo il primo cittadino, i dati presentati sarebbero incompleti e in alcuni casi non corretti, con il rischio di offrire una rappresentazione fuorviante della situazione reale del territorio.
In particolare, Chiassai Martini contesta le valutazioni relative al bacino di utenza e all’analisi georeferenz. Secondo il sindaco, i tempi di percorrenza verso l’ospedale San Donato di Arezzo indicati nelle tabelle ministeriali non rispecchiano le condizioni reali della viabilità del Valdarno.
“Rispetto a tre anni fa la situazione è profondamente cambiata – spiega il sindaco – dal 2024 il reparto è pienamente operativo, con il completo reintegro del personale e la nomina di un nuovo primario di Ostetricia e Ginecologia, in linea con gli standard di sicurezza ed efficienza previsti dalla normativa vigente”.
Nel documento si evidenzia inoltre che i tempi di percorrenza reali oscillano mediamente tra i 45 e i 60 minuti, arrivando fino a 90 minuti in condizioni di traffico intenso o in presenza di criticità sulla rete stradale. Il Valdarno, ricorda il primo cittadino, è un’area caratterizzata da Comuni collinari e montani, da un fondovalle frequentemente congestionato e da un tratto autostradale tra i più trafficati e pericolosi del Paese.
Alla luce di questi elementi, il Comune chiede al Ministero una nuova valutazione complessiva del punto nascita del Gruccia, ritenuto un presidio essenziale per garantire la sicurezza e la prossimità delle cure alle future mamme del territorio.
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