Quadri rubati dai nazisti, il Sindaco di Camaiore scrive al Ministro Franceschini

CAMAIORE – Il Sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto ha scritto una lettera al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini in merito al ritrovamento dei tre quadri trafugati dalle truppe naziste da Villa Le Pianore durante l’occupazione. Della notizia non si hanno comunicazioni ufficiali al Comune di Camaiore e quanto conosciuto è stato appreso solo dagli organi di stampa.

La speranza espressa dal primo cittadino è di poter accogliere le opere d’arte con una festa nella frazione di Capezzano Pianore prima della definitiva collocazione all’interno del Civico Museo di Arte Sacra di Camaiore, struttura che ospita una ricchissima collezione di arte cristiana della zona, con testimonianze che vanno dall’epoca medievale sino a quella moderna, come il famosissimo arazzo di scuola fiamminga e la Vergine annunciata policroma in legno di Matteo Civitali. Un museo teatro di importanti esposizioni, due su tutte “Leonardo e la pulzella di Camaiore” e la recente “Ex Tracto, disegni ed opere di Riccardo Tommasi Ferroni”, vero e proprio punto di riferimento del sistema culturale locale.

Il Sindaco ha motivato la richiesta sulla base di due esigenze, quella culturale e quella dell’esercizio della memoria. In particolare si sottolinea come il furto sia vissuto tutt’ora come un segnale del “senso dell’abuso, della violenza, dell’illiberalità e dell’inciviltà” perpetrati in questa terra. Un furto che si affianca a quello di “formelle di marginette votive, firmate dagli allievi dei più grandi e importanti artisti del Quattrocento e Cinquecento toscano”. La restituzione di questi quadri a Camaiore, e più in generale alla Versilia, sarebbe il modo per aprire uno degli “armadi della vergogna”, puntando di fatto lo sguardo sulle razzie commesse da “una manica di delinquenti e criminali” al patrimonio culturale della terra che l’aveva in custodia.

Il Sindaco, raccogliendo anche l’ondata di interesse che si è generata nella cittadinanza a seguito della notizia, ha sottolineato come ci sia “un senso di giustizia che scorre nelle vene dei più anziani e nei più giovani che quelle cose se le sono sentite raccontare, ed è per onorare quel senso che, oggi più che mai, abbiamo l’occasione di realizzare un gesto importante di riscatto della storia”.

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