Quando il sesso è depresso…

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VIAREGGIO – ( di Patrizia Mascari ) – E’ un luogo comune quello di pensare che la depressione sia sinonimo di tristezza, ma è così solo in parte: uno dei sintomi importanti è anche la perdita di interesse verso il sesso; sessualità e depressione si intrecciano profondamente.

E non è difficile da credere dato che vi  è perdita della spinta e del piacere di vivere, della capacità di scegliere ed agire, di portare avanti la progettualità o di tollerare e affrontare le difficoltà, di stare da soli o con gli altri.

Uno stato depressivo implica disfunzionalità in molte dimensioni psicologiche ed organiche come la regolazione del sonno e dell’appetito, di memoria e concentrazione, della volontà e dell’energia, della regolazione delle funzioni corporee, del sistema immunitario.

Il coinvolgimento della sessualità è parte integrante del disturbo depressivo e talora la sua alterazione ne rappresenta il primo sintomo, che si insinua nella vita di coppia.

Il desiderio, l’attrazione, il piacere, l’eccitamento, tutto si scolora fino a scomparire, l’incontro e la relazione con l’altro si attenua  fino ad azzerarsi; insomma  l’Eros  si dissolve nella depressione, la libido si riduce sino all’indifferenza.

E’ vero che non tutti gli stati depressivi sono uguali, talora possono risolversi spontaneamente, questo nel caso in cui una depressione sia dovuta ad eventi esterni, oggettivi che possono aver contribuito a provocarla: se vengono meno  la persona si riprende, od altri eventi possono contribuire ad alleviarla.  Ma non sempre è così, ed in tal caso è necessario intervenire  per ridurre la gravità e/o la durata della malattia e migliorare la qualità di vita.

Fondamentalmente sono  due gli interventi specialistici che possono essere usati separatamente o combinandoli assieme: farmacologico e psicoterapico. Naturalmente la cosa da fare è rivolgersi allo specialista, psichiatra o psicologo che in seguito ad una diagnosi precisa potranno ad esempio collaborare in sinergia mediante terapia farmacologica associata ad un percorso di supporto psicologico, o comunque suggerire in base alla situazione la terapia più idonea.

Capita spesso di incontrare ritrosia nei confronti delle terapie psicofarmacologiche, è per questo che è consigliabile rivolgersi ad uno specialista, psichiatra, che sarà la persona più indicata a spiegare il funzionamento di questa tipologia di farmaci, che non dovremmo né temere, né esaltare e neppure demonizzare perché sono uno degli strumenti possibili per migliorare lo stato di salute di una persona

Quando con la terapia il tono dell’umore migliora la sessualità di solito ‘riemerge’ e ritorna il desiderio, il piacere e la voglia di relazionarsi intimamente con l’altro.

Rubrisex è tenuta da

Dr.ssa Patrizia Mascari  Psicologa, Consulente di coppia, Professore a c. UniFi, autrice di numerose pubblicazioni, tra cui “L’immaginario, Fantasie e Sessualità’ ed. Franco Angeli.  Contattabile per ulteriori informazioni  all’indirizzo mail: pamasca@tin.it.

In collaborazione con:

Dr. Luca Lunardini  Medico-Chirurgo, Specialista Urologo con incarico di Alta Specializzazione in Andrologia, è dirigente medico presso la U.O. di Urologia, A.S.L. 12 Versilia. Contattabile per  approfondimenti  all’ indirizzo email: luca.lunardini1@tin.it

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