Creato utero artificiale per i bambini nati prematuri

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di Chiara Bini – Un’invenzione rivoluzionaria che sta già dividendo scienziati e opinione pubblica. Un’equipe di medici ricercatori del Children’s Hospital di Philadelphia, guidata dal Dottor Alan Flake è riuscito a creare un utero artificiale. Per il momento il macchinario è stato sperimentato soltanto su agnelli, ma in pochi anni potrebbe arrivare la prova su bambini nati prematuri.

L’invenzione è stata pubblicata sulla rivista scientifica Nature Communications e prende il nome di biobag: è composta da un sacco in polietilene (materiale biocompatibile simile alla plastica per consistenza e fattura), il quale contiene una miscela di acqua e sale in grado di riprodurre il liquido amniotico. Vi si collegano poi un condotto, collegato a un macchinario che può assolvere alla funzione del cordone ombelicale ed è così capace di portare ossigeno e nutrienti, e un sistema che consente di “ripulire” il sangue del feto.

L’intenzione del team di Flake è di ricreare all’esterno un ambiente che sia il più vicino possibile all’utero materno e quindi aumentare la probabilità di sopravvivenza dei bambini nati prematuri, che ad oggi si attestano intorno allo zero per i feti al di sotto delle 23 settimane di gestazione, al 15% alle 23 settimane, al 55% a 24 e all’80% a 25 settimane.

Nel corso della prima fase di sperimentazione sono stati coinvolti agnellini nati prematuri ad un periodo di gestazione comparabile con le 23 settimane dell’uomo: lo sviluppo è proseguito normalmente, si sono formati gli organi vitali e gli occhi; le capacità cognitive e intellettive testate al termine del periodo di incubazione si sono mostrate buone.

Si tratta ancora di una fase preliminare di studio, molte sono ancora le modifiche che devono essere apportate, soprattutto pensando in prospettiva all’applicazione su bambini: uno degli ostacoli che l’equipe dovrà superare è ricreare la giusta combinazione di ormoni e nutrienti che possano mantenere in vita e, allo stesso tempo, consentire lo sviluppo del nato prematuro.

L’opinione pubblica e la comunità scientifica si sono già divisi sull’argomento: sebbene le intenzioni e l’idea alla base del progetto siano generalmente riconosciuti, in molti si domandano quali possano essere le conseguenze di un simile apparecchio e se questo possa arrivare a minare il concetto stesso di maternità.

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