Il futuro della plastica? Divorata dalle larve. La scoperta di una scienziata italiana

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di Edoardo Altamura – Una scienziata italiana ha scoperto che dalle larve sarà possibile estrarre una sostanza capace di distruggere la plastica. Federica Bertocchini, ricercatrice dell’Istituto di Biomedicina e Biotecnologia di Cantabria (Spagna), insieme ad alcuni colleghi dell’Università di Cambridge, ha pubblicato uno studio sulla rivista Current Biology in cui si dimostra che la tarma maggiore della cera riesce a mangiare la plastica.

Quanti sono gli oggetti che ci circondano di questo matriale? Moltissimi. Dalla sua prima invenzione nel XIX secolo le caratteristiche positive sono state subito notate e dell’arrivo della produzione di massa l’uso del polietilene è certamente aumentato. Il problema dell’usa e getta, dell’abbandono dei rifiuti sia in terra sia in mare, del gas serra nella produzione, della nocività per la fauna e la flora terrestre e marina e il caso dei Friendly Floatees (1992) sono noti a tutti. Tanto che nel 2011 l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente degli Stati Uniti affermava che il 12% dei rifiuti soldi umani fossero plastiche

La scoperta è avvenuta per caso: la scienziata ha lasciato alcuni esemplari di larva in una busta e dopo alcune ore ha trovato fori nel contenitore ed i piccoli animali sparsi per la stanza. Non è il primo studio sull’argomento ma questa scoperta si pone come una svolta nella storia della plastica; in special modo per la rapidità con la quale il processo avviene: in 12 ore 100 esemplari di Galleria mellonella riescono a distruggere 92 milligrammi di materiale.

«Se un singolo enzima è responsabile di questo processo chimico, – afferma uno dei coautori, Paolo Bombelli – la sua produzione su larga scala con metodi biotecnologici dovrebbe essere fattibile e potrebbe diventare uno strumento importante per smaltire la plastica che si è accumulata negli oceani e nelle discariche».

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