Rapina a Massarosa col coltello alla gola: Virgilio Russo premiato per “Falange macedone”

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VERSILIA- “Falange macedone”: encomio per Virgilio Russo, alla Festa della Polizia di Ancona, città questa dove da un anno l’allora dirigente della Squadra Mobile lucchese fu trsferito, per l’indagine sulle rapina in villa, in Versilia e a Lucca, in collaborazione con il Commissariato di Polizia di Viareggio e coordinata dallo Sco, culminata con una serie di arresti ad ottobre del 2013. L’inchiesta, partita dalla violenta rapina avvenuta il 19 dicembre a Massarosa, era è stata diretta dal Pubblico Ministero della Procura di Lucca, Enrico Corucci. Quella sera un commando di banditi in una villa di via Pietra a Padule, seminò attimi di vero terrore per una madre e un figlio. Tre i rapinatori, accento marcatamente dell’Est Europa, armati di coltello e incappucciati, che la donna, che abita nella casa adiacente, inospettita dai rumori, si era trovata davanti. I malviventi, colti di sorprsa, l’avevano prima presa a schiaffi e poi minacciata, costringendola ad aprire la cassaforte e a farsi consgnare i soldi, circa mille euro, e i gioielli. Arrivato nella sua abitazione mentre il crimine era ancora in atto anche il figlio era stato schiaffeggiato e sotto la minaccia delle armi bianche, aveva dovuto consegnare ai malfattori due orologi e altri monili. Poi i banditi erano fuggiti, dileguandosi nel buio delle campagne. Il precedente caso risale al 7 novembre scorso, quando cinque rapinatori, sempre con l’ accento dell’est, passamontagna ma armati di pistola, poco dopo le 21, avevano fatto irruzione in una villa a Piano di Mommio, sempre nel comune di Massarosa che dopo aver legato il proprietario, la sua compagna e la figlia 17enne si erano fatti aprire la cassaforte ed erano scappati con il denaro. A finire in manette per furti e rapine in abitazioni di mezza Toscana furono in sette. La maxi operazione aveva portato a sgominare una banda che aveva la sua base operativa al campo nomadi di Coltano, vicino a Pisa. Da qui, secondo gli uomini di Virgilio Russo, partivano le scorrerie, violente, da parte della gang. Ben 12 i colpi che i sette arrestati avrebbero messo a segno dal dicembre 2012 all’aprile di quest’anno, da Massarosa a Lucca, da Pistoia a Pisa, da Firenze a Livorno. E il capo d’accusa, per tutti gli arrestati, fu di associazione per delinquere, rapina, furto, lesioni personali e porto illegale di armi. Le vittime, costrette a consegnare soldi e gioielli, erano state spesso picchiate brutalmente, anche con coltelli, martelli e bastoni.

 

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