Rapine in banca con tecniche paramilitari, sgominata la banda siciliana grazie ai rilievi antropometrici

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MASSA CARRARA – I Carabinieri di Massa Carrara, con i colleghi di Carrara, Catania e Taormina, hanno arrestato tre giovani catanesi, S.G. 33 anni, S.S. di 28 e A.A. di 22, autori di diverse rapine messe a segno in banche a Carrara, La Spezia, Alessandria, Bergamo e Venezia.

I rapinatori, come spiegato durante la conferenza stampa dal procuratore capo di Massa Aldo Giubilaro, utilizzando tecniche opreative di stampo paramilitare, restavano per quasi due ore dentro le filiali, in attesa dell’apertura a tempo dei caveau delle cassaforti e dei dispositivi bancomat, tenendo in ostaggio, sotto la minaccia di cutter e taglierini, dipendenti e clienti. Le tecniche, estremamente collaudate, fondavano la loro efficacia su un sistema che vedeva i tre in costante collegamento tramite utenze intestate a personaggi inesistenti.  Due operavano all’interno, con le mani ricoperte da una patina di colla per evitare di lasciare impronte, mentre uno restava fuori dalla banca fornendo indicazioni. In un caso, addirittura, un cliente accompagnanto da figlio rimasto ad attenderlo fuori è stato costretto a telefonare al padre per convincerlo, con una banale scusa, ad accedere anch’esso nell’istituto di credito e venire preso in ostaggio

La banda è stata localizzata tramite una profonda attività investigativa, che vista la particolare abilità e scaltrezza dei malviventi, che ha utilizzato metodi innovativi integrati dall’impiego di sofisticate tecnologie per l’analisi di dati, rilievi antropometrici ed esplorazione dei social network

Le azioni delittuose, che hanno messo in luce una particolare freddezza, sicurezza e cinismo dei criminali, ha loro permesso di controllare e gestire situazioni emotivamente complesse, tranquillizzando e riportando alla calma clienti e impiegati colti da attacchi di panico e nervosimo. Basti pensare, infatti, che in ogni rapina, oltre a costringere i bancari a rivelare le password per sbloccare i dispositivi, i banditi rilevavano anche dalle carte di identità degli stessi i dati anagrafici, minacciando spedizioni punitive nelle loro case nel caso avessero attivato l’allarme.

Le rapine messe a segno hanno fruttato ai malviventi circa 180mila euro.

 

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