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Rapporto Cesvot: toscani preoccupati per futuro e reddito

Il 47,6% dei toscani si preoccupa spesso o sempre per il futuro, mentre il 44% convive con stress e ansia cronica. Sono alcuni dei dati che emergono da “Una Regione sotto pressione. Cittadini, volontariato e vita sociale in Toscana”, la nuova indagine demoscopica di Cesvot curata da Sociometrica, che fotografa una società attraversata da incertezze economiche ed emotive.

Nel dettaglio, il 39,5% della popolazione percepisce il proprio reddito come insufficiente, con circa 220.000 persone in una condizione di vera e propria emergenza reddituale. Colpisce anche il dato sulla percezione sociale: il 96,5% dei cittadini ritiene che la società sia sempre più conflittuale. Inoltre, il 45,3% dei toscani afferma di conoscere qualcuno che soffre senza chiedere aiuto.

I giovani risultano la fascia più esposta alla pressione sociale. Il 21,1% degli under 30 vive una preoccupazione costante per il futuro, un dato cinque volte superiore rispetto agli over 65. A incidere sono soprattutto la precarietà lavorativa (42,3%), gli stipendi bassi (47,8%) e la difficoltà abitativa (40,3%), fattori che, secondo il rapporto, alimentano un ciclo di blocco strutturale che genera isolamento.

Non si tratta però solo di una questione economica. Il 40,8% dei giovani chiede percorsi di orientamento per affrontare la complessità della vita adulta, mentre il 51,3% domanda maggiore riconoscimento e dignità. In questo contesto, il volontariato emerge come una possibile risposta: il 79,3% dei toscani considera i volontari persone ammirevoli che contribuiscono concretamente al bene comune e il 55,3% ritiene che il terzo settore svolga funzioni insostituibili. Per quasi un cittadino su tre (29,8%), il volontariato rappresenta prima di tutto un aiuto concreto e materiale.

Il rapporto evidenzia anche una trasformazione nelle modalità di partecipazione civica. Gli over 50 restano la spina dorsale delle organizzazioni strutturate, mentre i giovani della Generazione Z tendono ad allontanarsi dalle adesioni formali: solo il 3,5% è iscritto a un’associazione, ma molti sono attivi in forme di volontariato spontaneo e informale, tanto che il 26,3% si è mobilitato autonomamente.

Antonio Preiti, curatore della ricerca, parla di una “Toscana sotto forte pressione economica ed emotiva, dove l’incertezza per il futuro pesa quotidianamente soprattutto sui giovani e sui redditi più fragili”. Per il presidente di Cesvot, Luigi Paccosi, i dati “raccontano una società che non è in crisi ma che vive sotto pressione costante”.


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