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Rapporto Ires Livorno: crisi industria e salari sotto media regionale

Dati drammatici dal report presentato da Ires Toscana e Cgil relativamente alla provincia di Livorno: crollano le ore lavorate e i salari restano al palo. Ragion per cui il segretario generale Francese ha dichiarato: “Senza un’industria solida il territorio non cresce. Servono investimenti nelle infrastrutture come la Darsena Europa”.

A Livorno e provincia si vive infatti un particolare paradosso: aumentano i posti di lavoro nominali, ma diminuiscono le ore effettive prestate. Il risultato non può non essere che una precarietà diffusa e stipendi più bassi. A pagare il prezzo più alto in seguito alle crisi del 2008 e del 2020 è stato il comparto industriale, con una perdita di oltre 6.000 unità di lavoro dal 2008 a oggi.

Altro campanello d’allarme per quanto riguarda l’economia livornese sta nella retribuzione media della provincia, che è inferiore di circa 2.000 euro rispetto alla media regionale: 20.852 euro a Livorno contro i circa 23.000 euro in Toscana. A tutto questo si somma l’esplosione delle ore di ammortizzatori sociali, segno di una crisi strutturale non ancora risolta.

Il presidente di Ires Toscana, Maurizio Brotini, e il ricercatore Andrea Cagioni hanno presentato i numeri di una crisi che sembra non avere fine. Secondo Brotini, Livorno rappresenta l’esempio plastico di come la transizione verso un’economia post-industriale sia fallita. Il dato più preoccupante riguarda le ULA (Unità di Lavoro), ovvero il parametro che misura le posizioni lavorative a tempo pieno equivalenti. Se nel 2008 la provincia contava 107.510 ULA, nel 2025 il dato è sceso a 103.912.

Il crollo è quasi interamente concentrato nell’industria, passata da 19.392 a sole 13.146 unità. Come sottolineato dal segretario generale della Cgil Livorno, Gianfranco Francese, questo dato è il vero termometro della salute economica. Per la Cgil e Ires, la soluzione non può prescindere da un rilancio della vocazione industriale e portuale. La parola d’ordine è attrattività.

“Dobbiamo difendere le industrie presenti e portarne di nuove — ha infatti concluso Francese — ma per farlo servono investimenti urgenti nelle infrastrutture. La Darsena Europa è l’opera fondamentale per rimettere in moto la provincia e fermare questo declino”.

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