Rc Massarosa: “Ronde e striscioni neofascisti, scempio dei valori democratici sanciti dalla Costituzione”

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MASSAROSA – “Nell’ultima settimana al tessuto democratico e civile del comune di Massarosa sono state inflitte profonde ferite: si è cominciato con una manifestazione che, strumentalizzando da un lato l’orribile violenza sessuale subita da una minorenne e dall’altro la legittima richiesta di sicurezza da parte dei cittadini, si è tradotta in una squallida vetrina elettorale contro i richiedenti asilo (forzatamente collegati al caso di stupro) durante la quale non sono mancati slogan neofascisti e saluti romani, nonché la presenza di esponenti di Casapound venuti da Lucca ed estranei alla situazione massarosese”.

Lo scrive in una nota il circolo di Rifondazione Comunista “Boris Sacchetti” di Massarosa:

“Si è proseguito con le minacce sotto forma di scritte ingiuriose sulla casa del sindaco, Franco Mungai, e gli indegni attacchi all’ANPI ed in particolar modo alla sua presidente provinciale, Gabriella Paolini, e a Rosalba Ciucci, presidente della sezione di Lucca: al sindaco e alle presidenti vanno tutto il nostro sostegno e solidarietà. Adesso siamo arrivati agli striscioni neofascisti esposti proprio nella piazza del municipio intitolata al comandante partigiano Giancarlo Taddei, ucciso dai tedeschi il 28 agosto 1944, e quel che è peggio alle ronde, effettuate da Forza Nuova in via Cenami e che, ben lontane dal garantire maggior sicurezza, non fanno che gettare benzina sul fuoco. Lo stesso fuoco con il quale per troppi anni gli esponenti moderati del centrodestra hanno giocato, e che adesso rischia di scottarli: anche a loro è diretto il presente appello, con il quale chiamiamo a raccolta tutti i sinceri democratici a prescindere dall’appartenenza politico-partitica. Serve infatti un movimento trasversale di resistenza civile alla deriva verso la quale il nostro territorio sembra avviarsi: la presenza di ronde neofasciste provenienti dai comuni limitrofi non deve esser presa per una ragazzata. Le istituzioni, i partiti, i sindacati, il mondo dell’associazionismo, la società civile: tutti quanti sono chiamati a far sentire la propria voce contro questo stato di cose, contro questo scempio dei valori democratici sanciti dalla Costituzione. Non è facile, ma serve vincere la tentazione della “casa in collina”, del voler restare al di sopra delle parti. Così facendo, gli unici vincitori saranno coloro per i quali i valori di libertà e giustizia sono carta straccia”.

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