In vista del referendum del 22-23 marzo, Forza Italia Toscana avvia una campagna capillare di incontri sul territorio. Obiettivo: informare i cittadini e sostenere una riforma considerata centrale per il giusto processo e la separazione delle carriere.
Forza Italia accelera in Toscana in vista del referendum sulla giustizia e annuncia una campagna diffusa sul territorio: cinquanta iniziative pubbliche per spiegare le ragioni del Sì e coinvolgere cittadini ed elettori in vista dell’appuntamento fissato per il 22 e 23 marzo, ricorso al Tar permettendo.
La mobilitazione è stata presentata a Firenze dal segretario regionale azzurro e capogruppo in Consiglio regionale, Marco Stella, che ha sottolineato la necessità di riportare le persone alle urne. “Abbiamo assistito a una partecipazione molto bassa alle ultime elezioni regionali – ha spiegato – ci auguriamo che questo referendum possa rappresentare un’inversione di tendenza”. Alcuni incontri sono già stati organizzati, mentre il prossimo appuntamento è in programma per sabato 24 gennaio a San Marcello Pistoiese, con un calendario che proseguirà nelle settimane successive in tutta la regione.
La campagna referendaria vedrà anche la partecipazione di esponenti di primo piano del partito a livello nazionale. Sono attesi in Toscana, tra gli altri, il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, l’onorevole Enrico Costa e la vicesegretaria nazionale Deborah Bergamini. Non è esclusa, inoltre, la presenza del segretario nazionale e vicepremier Antonio Tajani. “Per Forza Italia – ha ribadito Stella – questa è una riforma fondamentale. Finalmente si afferma in modo netto la separazione tra chi giudica e chi sostiene l’accusa: un passaggio essenziale per garantire un processo giusto ed equo”.
Per Jacopo Ferri, consigliere regionale, il referendum rappresenta anche un momento simbolico nella storia del partito. “Si chiude un cerchio lungo – ha ricordato – che attraversa tutta la vicenda di Forza Italia. Il 1994 non è stato solo l’anno della discesa in campo, ma anche l’inizio delle difficoltà che Silvio Berlusconi ha incontrato nel rapporto con la giustizia”. Secondo Ferri, i pilastri della riforma sono la separazione delle carriere e la responsabilità civile dei magistrati, due elementi definiti centrali in un impianto costruito nel rispetto dei principi costituzionali.
Sulla stessa linea il vicesegretario regionale Roberto Berardi, che ha definito la riforma una “rivincita” politica e culturale del fondatore del partito. “È una riforma di libertà – ha affermato – anche per gli stessi magistrati, troppo spesso condizionati dal peso delle correnti interne”.
Per Eros Baldini, responsabile Giustizia di Forza Italia Toscana, gli obiettivi sono chiari: restituire indipendenza e terzietà al giudice, riducendo il potere delle correnti e valorizzando il merito. Una battaglia che, secondo Baldini, dovrebbe superare gli schieramenti politici. “Non è una questione di destra o sinistra – ha concluso – ma una riforma che va a vantaggio di tutti i cittadini”.
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