Alta affluenza in Toscana ma pure a livello nazionale e una netta preferenza per il ‘No’. L’esito del referendum sulla riforma della giustizia vede il ‘No’ al momento 53,77% e quindi il trend è già chiaro. Il dato dell’affluenza degli elettori alle urne in Toscana per il referendum costituzionale è del 66,27%, il secondo miglior dato fra le regioni a livello nazionale dopo l’Emilia Romagna, e di poco superiore al 65,89% registrato in occasione del referendum costituzionale 2020. Fra le singole province e aree metropolitane Firenze ha avuto la quota più alta con il 70,02%, dato migliore del Centro Italia, seguita da Siena (67,65%), Pisa (66,92%), Prato (66,13%), Arezzo (65,79%), Livorno (64,61%), Lucca (63,60%), Pistoia (63,54%), Grosseto (62,74%), Massa Carrara (61,88%). Dopo Bologna, Firenze è la città capoluogo dove si è votato di più in Italia per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia: il dato definitivo dell’affluenza è del 71,33%, superiore al 69,26% registrato in occasione del referendum costituzionale del 2020 sul taglio dei parlamentari, e superiore alla media del 70,02% registrata nel complesso dell’area metropolitana.
“Orgoglio e soddisfazione per una Toscana che in questo referendum ha saputo essere la prima regione nella scelta del No, contribuendo in modo determinante all’affermazione di un indirizzo politico che dice a questo governo: giù le mani dal controllo politico e dall’indebolimento dell’autogoverno della magistratura come ordine indipendente e autonomo”, ha affermato il presidente della Regione Eugenio Giani.
“Il No ha vinto. E il risultato è chiarissimo: una bocciatura politica per il governo Meloni, che ha fallito sui temi decisivi per il Paese. A Firenze questo segnale è ancora più forte”, ha dichiarato la sindaca di Firenze Sara Funaro.
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