Regionali Toscana, Marchetti (FI): «Giù le mani dalla scheda elettorale Modifiche fuor di metodo, sgarbo politico e istituzionale»

«Voler modificare la scheda elettorale per le prossime regionali toscane attraverso una legge di manutenzione è un completo fuor d’opera. E’ l’atto arrogante di una maggioranza più propensa all’autarchia che alla democrazia. La scheda è parte della legge elettorale. Modificarla a colpi di maggioranza è uno sgarbo sia politico che istituzionale. Non si cambiano le regole del gioco in corsa senza coinvolgere l’intero arco dei rappresentanti politici regionali e con percorsi normativi privi di fondamento giuridico. Per questo chiediamo il parere di legittimità e abbiamo interpellato anche il collegio di garanzia, e intanto giù le mani dalla scheda elettorale»: parola del Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti che in aula è partito lancia in resta contro le modifiche volute dalla maggioranza di governo toscano alla scheda elettorale per le elezioni regionali d’autunno.
«Le regole della partita elettorale in democrazia si scrivono insieme, e noi non siamo stati minimamente coinvolti malgrado abbiamo evidenziato dubbi sia di merito, in un momento in cui tra coronavirus ed emergenze economiche le persone sono già abbastanza in confusione, che di metodo visto che questo tipo di provvedimento non appare compatibile con il percorso normativo che come Pd e Iv avete arbitrariamente scelto. Perché ci negate il parere di legittimità? Che problema avete?», ha incalzato Marchetti che insieme ai suoi omologhi di centrodestra ha scritto una lettera per chiedere l’espressione del Collegio di Garanzia direttamente sul corretto iter procedurale per la materia.
«Passi la riduzione del numero di firme necessario a presentare le liste – ragiona Marchetti – in adeguamento alla normativa post-covid. Ma la scheda nessuno ha invitato a modificarla, e non regge la scusa dell’adeguamento alle schede di altre regioni quando la Toscana è in splendido isolamento con una legge che prevede il ballottaggio. E’ un controsenso. Il che farebbe pensare che sotto ci sia un barbatrucco per orientare il voto dei toscani. A pensar male si fa peccato? Vero. Però…»