Matteo Renzi è intervenuto sulla crisi della Fiorentina con toni decisi e senza giri di parole, definendo “uno scempio” l’ultimo posto in classifica e la situazione complessiva del club. Nell’intervista a La Nazione, il leader di Italia Viva e tifoso viola rivendica il diritto – e quasi il dovere – di parlare da fiorentino, denunciando una squadra allo sbando, una città esposta alle ironie nazionali e uno stadio che, a suo giudizio, penalizza pesantemente il rendimento sportivo.
Secondo Renzi, le cause del disastro sono soprattutto interne: la rosa è in gran parte la stessa che l’anno scorso lottava ai vertici, segno che nello spogliatoio “si è rotto qualcosa”. Da qui la richiesta di una svolta immediata sul piano gestionale: serve, dice, un top manager con pieni poteri, capace di ristabilire ordine, farsi rispettare da squadra e ambiente e guidare la Fiorentina alla salvezza. Il tempo delle mezze misure è finito: senza un cambio deciso, la retrocessione è un rischio concreto.
Sul tema della proprietà, Renzi esclude categoricamente che questo sia il momento di parlare di cessione. Anzi, invita a sostenere Catherine e Rocco Commisso, che definisce persone generose e animate da buone intenzioni. Allo stesso tempo, però, chiede alla famiglia Commisso un atto di responsabilità: affidare la guida del club a un vero professionista del calcio, con un contratto solido e risorse adeguate, a partire dal mercato di gennaio. L’obiettivo resta uno solo: salvarsi, un traguardo che Renzi ritiene ancora possibile con una decisa inversione di rotta.
L’ex presidente del Consiglio esclude per sé qualsiasi ruolo diretto nella vicenda: non è il momento di protagonismi né di ipotesi di acquisto della società. Oggi, ribadisce, serve esclusivamente una figura manageriale forte che trascini la squadra fuori dalla crisi. La retrocessione in Serie B sarebbe, nelle sue parole, un danno sportivo, economico e simbolico che Firenze non merita.
Durissimo anche il giudizio sullo stadio Franchi. Renzi attacca frontalmente l’ex sindaco Dario Nardella, definendo “una follia” la scelta di avviare i lavori senza coperture finanziarie adeguate. Un cantiere che, a suo avviso, pesa sulle prestazioni della squadra e svaluta la società, rendendo più difficile qualsiasi futuro passaggio di proprietà: chi compra, sottolinea, vuole uno stadio di proprietà, non un impianto incompiuto.
Infine, sul possibile interesse internazionale per la Fiorentina, Renzi sostiene che l’appeal del club e della città resti altissimo in tutto il mondo. Ma il tema, conclude, è fuori tempo: Commisso non vuole vendere e la priorità assoluta è una sola. Salvare la stagione e tenere la Fiorentina in Serie A.
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