Un restauro sotto gli occhi di tutti. Nelle giornate del 8, 9 e 10 luglio, con orario 9.30-12:30 e 15:30-18.30, sarà possibile osservare da vicino l’intervento dei professionisti che stanno curando il recupero della Pala della Madonna delle Nevi, nella chiesa omonima a Siena. Un’occasione rara e speciale di ammirare l’opera da vicino e al tempo stesso scoprire le metodologie di intervento e la cura certosina del lavoro dei restauratori impegnati nella conservazione del capolavoro dell’arte senese.
La prima fase di lavoro si è conclusa con il trattamento anossico per l’eliminazione degli insetti xilofagi. Si tratta di una tecnica avanzata di restauro utilizzata per rimuovere insetti e parassiti senza compromettere i materiali: il processo consiste nel ridurre drasticamente la concentrazione di ossigeno. Dopo l’operazione, eseguita dal Laboratorio di Conservazione e Restauro Antica Maniera di Marco Santi, la pala della Madonna delle Nevi di Matteo di Giovanni entra in una nuova fase di manutenzione conservativa.
La pala è abitualmente collocata sull’altare della chiesa omonima, piccolo gioiello rinascimentale poco noto, nella città gotica di Siena. La composizione raffigura la Vergine tra San Pietro, Giovanni Evangelista, Lorenzo e Santa Caterina da Siena. Al di sopra del trono della Madonna, due angeli reggono due palle di neve, motivo del titolo della pala; il riferimento è al miracolo della neve che avvenne a Roma nel 352. Matteo di Giovanni la dipinse secondo lo stile innovativo rinascimentale, che si nota nella struttura prospettica del trono e del pavimento.
L’intervento di restauro è stato finanziato dal Nasjonalmuseet di Oslo e dalla Galleria Borghese. L’iniziativa consente inoltre di valorizzare il lavoro di tutela che garantisce ai capolavori una corretta e duratura fruizione.
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