Il restauro della basilica di San Miniato al Monte entra nella fase finale: lavori conservativi, collaborazione tra enti e confronto con il modello di ricostruzione di Notre Dame.
FIRENZE – L’intervento di restauro alla basilica di San Miniato al Monte, uno dei luoghi più suggestivi di Firenze, è praticamente terminato. A dirlo è la soprintendente di Firenze Antonella Ranaldi, a margine del seminario dal titolo ‘Dall’intervento di restauro alla rinascita del patrimonio’, promosso dall’Ordine degli architetti di Firenze, dalla Fondazione architetti Firenze e dall’Ordine degli ingegneri di Firenze.
“Siamo agli sgoccioli dell’intervento – ha spiegato Ranaldi -. Il restauro sta per completarsi e ci sarà una cerimonia particolare. È un restauro quasi invisibile perché non volevamo toccare quello che il luogo rappresenta”.
Ranaldi ha affermato che “a San Miniato il restauro è conservativo. È stato finanziato dal Pnrr e ha visto la collaborazione di enti importanti come il Ministero della Cultura, l’Agenzia del Demanio che è proprietaria dell’immobile e la Soprintendenza che ha partecipato al progetto e svolto la direzione dei lavori”. Oltre a San Miniato, si è parlato della cattedrale di Notre Dame a Parigi dopo l’incendio del 2019: Carlo Blasi, l’unico architetto non francese ad aver lavorato al rifacimento di Notre Dame, ha ricordato di essersi trovato “al grosso problema delle pietre fortemente danneggiate. Dovevo preoccuparmi poi della stabilità delle strutture e la criticità più grande è stata quella dei ponteggi. Tuttavia mettere la pietra della chiave di volta è stata un’esperienza notevole”. “Come Ordine degli architetti Firenze – ha sottolineato la presidente dell’Ordine degli Architetti di Firenze Silvia Ricceri – vogliamo sottolineare l’importanza della nascita e dello sviluppo della Commissione Repaes, in collaborazione con la nostra Fondazione, quale tavolo stabile di approfondimento tecnico, scientifico e culturale su un tema centrale per la professione e per il territorio fiorentino. Il percorso avviato si fonda su una formazione continua e condivisa con le altre figure professionali, nella convinzione che le tematiche comuni richiedano collaborazione strutturata e non iniziative episodiche”. La presidente dell’Ordine degli ingegneri di Firenze Claudia Nati ha sottolineato che la sinergia tra architetti e ingegneri “è necessaria. Ed è importante che ci sia già nelle fasi preventive”. La giornata, col contributo di Mapei Academy (ha partecipato l’ingegnere di Mapei Giulio Morandini), è stata moderata dal coordinatore della commissione Repaes Roberto Masini e ha visto la partecipazione dei consiglieri Oaf e referenti della commissione Repaes Alessandro Nocentini e Vincenzo Vaccaro. Gli architetti Nocentini e Vaccaro hanno osservato che Notre Dame e San Miniato “sono due esempi che mostrano sia la qualità delle pratiche del restauro del patrimonio ma pure approcci conservativi che non sono identici. Crediamo che i professionisti, architetti o ingegneri, siano attenti a leggere il metodo di restauro anche da un punto di vista culturale e scientifico. La collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri non deve essere un episodio sporadico ma un’esperienza continua, che arricchisce la formazione”.
L’architetto Masini ha ribadito che “Notre Dame e San Miniato sono due opere uniche al mondo e hanno avuto interventi diversi, da una parte di ricostruzione, dall’altra prevalentemente conservativo”.
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