Sullo stadio Stadio Artemio Franchi e sulla candidatura dell’impianto, che è in corso di restyling, per gli Europei di calcio del 2032 si respira ottimismo. E, nonostante gli intoppi con le travi e con la primissima parte dei lavori, è il ministro dello Sport Andrea Abodi a tratteggiare un quadro positivo. Anche perché va detto che gli altri impianti (Bologna su tutti) sono ancora al palo. “Come in tutte le competizioni l’importante è conoscere le regole del gioco – ha detto Abodi intervenendo all’iniziativa promossa da FdI dal titolo ‘Appenninica’, in corso all’Abetone –. Le tappe sono definite: a luglio dobbiamo avere i progetti, non solo tecnici ma anche finanziari, già approvati. A settembre la Federazione deve poter segnalare i 5 stadi e a ottobre la UEFA deve ufficializzare la decisione”.
Sullo stadio Franchi, ha aggiunto Abodi, “non c’è la certezza che tutto proceda al meglio. Ma siamo fiduciosi che così possa essere”.
Ora, con l’arrivo del commissario straordinario per gli stadi Massimo Sessa tutto sarà più semplice: “Il commissario designato ieri ha avuto l’ultimo parere positivo e quella che fino a oggi è stata una designazione, da lunedì sarà un decreto di nomina e così il commissario potrà pienamente operare. Anche se nel suo ruolo di presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici già conosce il dossier stadi molto bene”.
Per i lavori al Franchi al momento i nodi sono due: andare ancora più veloci con i cantieri, sbloccando la possibilità di lavorare di notte – e su questo l’arrivo di Sessa sarà decisivo – e l’altro è relativo ai fondi. Per la copertura finanziaria del secondo lotto infatti mancano dai 55 ai 60 milioni. Qui potrebbe entrare in gioco la Fiorentina, anche se l’incontro decisivo tra la sindaca Sara Funaro e il club viola non c’è ancora stato. E quella è tutta un’altra partita.
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