Un artista ribelle, eccentrico, impossibile da incasellare. La Galleria civica MO.C.A. di Montecatini Terme rende omaggio a Galeazzo Nardini con una mostra che ne celebra le posizioni radicali proponendo il suo lavoro più rivoluzionario e impattante. “Arte Sciopero”, curata da Cesare Biasini Selvaggi, è una sorta di performance postuma: in mostra oltre 120 opere tra tele, cartoni, quaderni e materiali d’archivio, molte delle quali esposte al pubblico per la prima volta, che ripercorrono i quarant’anni – dal 1976 al 2016, anno della sua scomparsa – in cui l’artista ha elaborato la parola “sciopero” in un mantra, ripetuto e rielaborato in varie forme. Una parola che non è mero simbolo ma portatrice di un contenuto esperito con la vita: l’artista, con un gesto clamoroso, decise di sottrarsi alle regole del mercato, elaborando quest’unico vocabolo su svariati tipi di supporti e con modalità differenti e sempre creative, ma astenendosi dalla vendita delle proprie opere. Una ribellione autentica e vitale contro lo sfruttamento degli artisti e la mercificazione dell’arte, una “performance totale”, come è stata definita, che esercitò per tutta la vita, trasformando la parola in un contenuto artistico di estrema potenza comunicativa.
«Proclamando lo sciopero nel 1976 e scrivendo ossessivamente solo la parola SCIOPERO fino al giorno della sua morte, Nardini non è “uscito” dal perimetro del fare arte ma, per dirla con categorie del filosofo contemporaneo Giorgio Agamben, ha “disattivato” il dispositivo della produzione artistica. Il suo è stato l’atto di rendere inoperosa una funzione specifica (l’eseguire oggetti per il mercato) in favore della pura potenza della creazione», ha spiegato il curatore Cesare Biasini Selvaggi.
Personaggio eclettico, nato a Pescia nel 1938 e formatosi in ambiente internazionale – da Parigi a Londra – Nardini fu sportivo, pittore, esperto di diamanti grezzi, personaggio televisivo, redattore per il giornale satirico Il Male e fondatore dell’Università Utopica e/o Ubiquitopica. Lo “sciopero” rimane la sua espressione fondante e lascito di valore assoluto.
In mostra è allestita anche una sezione dedicata al film-documentario “ARTE SCIOPERO”, un atto radicale di arte e resistenza, diretto da Luca Immesi, scritto e prodotto con la figlia dell’artista Hélène Nardini, che esplora la vita di Galeazzo Nardini, evidenziando come l’Arte Sciopero abbia pervaso ogni aspetto della sua esistenza.
Promossa dal Comune di Montecatini Terme – città dove l’artista ha vissuto e lavorato – in collaborazione con l’Archivio Galeazzo Nardini e prodotta da Contemplazioni, l’esposizione è aperta a ingresso gratuito dal 22 marzo al 7 giugno.
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