Una lettera indirizzata ai sindaci della provincia di Grosseto per accendere i riflettori sulle criticità applicative della nuova normativa regionale in materia di turismo. È l’iniziativa di Confesercenti Grosseto, che interviene sul cambio di destinazione d’uso degli immobili destinati ad attività ricettive extra alberghiere esercitate in forma imprenditoriale, come previsto dalla legge regionale Toscana 61/2024, il nuovo Testo unico del turismo.
L’associazione di categoria, pur dichiarando di comprendere gli obiettivi generali del legislatore sul governo del territorio e sul riequilibrio tra funzioni residenziali e turistiche, esprime: “forte preoccupazione per gli effetti concreti della norma sulle imprese del settore, già sottoposte a un contesto competitivo e amministrativo complesso. L’attuale quadro normativo presenta ancora numerose incertezze interpretative e applicative, che – sottolinea Confesercenti – generano difficoltà sia per le imprese sia per gli uffici comunali incaricati dell’istruttoria”.
Tra i nodi segnalati figurano il coordinamento tra disciplina regionale e strumenti urbanistici comunali, le modalità di adeguamento delle strutture già esistenti e l’omogeneità dei procedimenti amministrativi sull’intero territorio provinciale. Secondo l’associazione, l’assenza di indirizzi chiari e condivisi rischia di determinare applicazioni differenti da Comune a Comune, con conseguenze sulla certezza del diritto e sull’equità tra operatori economici.
A rendere il quadro ancora più delicato è la scadenza fissata al 1° luglio 2026 per l’adeguamento alla normativa. Un termine che, secondo le imprese del settore, non terrebbe conto della complessità delle procedure e delle questioni ancora aperte. In diversi casi, viene sottolineato, l’incertezza normativa impedirebbe di pianificare investimenti e scelte gestionali, con possibili ripercussioni, soprattutto in un’area a forte vocazione turistica come la Maremma.
Per questo Confesercenti Grosseto chiede alla Regione Toscana, anche attraverso il coinvolgimento dei Comuni, una proroga al 31 dicembre 2027, così da consentire una fase transitoria ritenuta più sostenibile. L’associazione sollecita inoltre chiarimenti ufficiali e linee guida omogenee a supporto degli enti locali, con l’obiettivo di garantire un’applicazione uniforme della norma su tutto il territorio.
Tra le proposte avanzate anche una possibile revisione della disciplina, limitando l’obbligo di cambio di destinazione d’uso alle nuove aperture e salvaguardando le strutture già operative, in un’ottica di tutela della continuità occupazionale e della competitività delle imprese.
“Le imprese della ricettività extra alberghiera rappresentano un presidio fondamentale per l’economia della provincia e contribuiscono in modo decisivo alla qualità dell’offerta turistica della Maremma – afferma Andrea Biondi, direttore provinciale Confesercenti Grosseto -. Oggi chiediamo con forza solo buon senso: regole chiare, tempi adeguati e uniformità applicativa. Confesercenti Grosseto resta pienamente disponibile a collaborare con Comuni e Regione per individuare soluzioni che garantiscano equilibrio tra esigenze di pianificazione urbanistica e tutela delle imprese, del lavoro e dell’accoglienza del nostro territorio”.
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