Rifiuti da incubo, dai fornelli… alla cartapesta: lo chef Cannavacciuolo in Cittadella del Carnevale

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VIAREGGIO – Da Torre del Lago, dove è impegnato dallo scorso 21 gennaio nel restyling del ristorante Odilio, finito nel programma “Cucine da Incubo”, alla Cittadella del Carnevale. La sopresa oggi pomeriggio, con Antonino Cannavacciolo, chef di fama nazionale, e pluristellato, nell’hangar di Priscilla Borri  e Andrea Patalano che sul loro gigante di cartapesta, quest’anno, lo hanno immortalato come protagonista del carro “Rifiuti da Incubo”. La foto, di rito, con i due costruttori, scattata da Paolo Mazzei, lo ritrae sorridente, con il grembiule da cuoco dove è stampato, giustappunto, lui stesso come “mascherone” del Carnevale.  Cannavacciuolo ha voluto ammirare la costruzione allegorica di Priscilla Borri e Andrea Patalano che lo vede protagonista. Ad accoglierlo in Cittadella è stato il consigliere di amministrazione della Fondazione Carnevale Stefano Nari che ha omaggiato lo chef della rivista ufficiale. Lo chef si è molto divertito nel vedersi ritratto su un carro allegorico e, accompagnato dagli autori dell’opera allegorica, è salito a bordo per scoprire i dettagli della costruzione e le tecniche di movimento.

Inefficienze e sprechi stanno per mandare fallito il ristorante “Italia”. Questo il tema del carro di Borri e Patalano. Se qualcuno non spegne il fuoco, il coperchio salta. Ed allora ecco il cuoco esperto Canavacciuolo che, destreggiandosi tra fornelli e menù, cestinando gli scarti della cucina, facendo la raccolta differenziata, riuscirà a salvare il ristorante “Italia”, esaltandone prodotti e genialità. Come servirebbe al nostro Paese. La pentola bolle, la misura è colma. Qualcuno spenga il fuoco prima che il coperchio salti! Nel ristorante “Italia” non è più possibile lavorare così. Basta al clima inefficiente e agli sprechi. Basta ai papponi di vitalizi e privilegi, ai burocrati dalle pensioni d’oro e ai chocolier dietro le quinte! Qui ci vuole un Canavacciuolo, refrattario ai condizionamenti delle Lobbie che prenda in mano il menù, cestini i piatti a base di diritti acquisiti e attui vere riforme strutturali, equilibrando il sapore dei piatti a beneficio di tutti. Un commissario che riordini i rifiuti, cestinando gli scarti di cucina, differenziando plastica e carta, intervenendo su riciclati e indifferenziati. Solo così, finalmente, potranno emergere i pregi del ristorante “Italia”: eccellenza, qualità dei prodotti, creatività, bellezza, storia, capacità e genio italiani.

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